mercoledì 5 marzo 2014

RACALMUTO Sarà sindaco chi risolverà il problema dei precari del Comune

di Iolanda Salemi

Quali speranze e quale futuro, per i precari storici del comune?
Chi saprà trovare una soluzione, sarà il futuro sindaco di Racalmuto.
Visto che siamo in prossimità delle elezioni, e la campagna elettorale sembra essere iniziata, sottopongo a tutti i candidati questo quesito, che attende una risposta ventennale, e che è il tema più scottante del momento. Ancora più grave delle tasse, o dei problemi strutturali, perché il problema dei precari ha implicazioni sociali, politiche , economiche ed umane, qua non si tratta di carte, ma di  materiale umano, di madri e padri di famiglia e bambini che sarebbero allo sbando, la materia è complicata e va trattata con estrema cautela.
Qualcuno di quelli che si allenano per diventare sindaco ha iniziato a dire , in maniera ufficiosa, che la soluzione possibile è il licenziamento in massa, un'altra diceria infondata che hanno fatto circolare è che le tasse sono state aumentate per pagare i precari, niente di più falso! Questo serve solo ad alimentare l'odio sociale verso una categoria invisa ai più, considerata, a torto, privilegiata.
I precari sono pagati dalla Regione, solo una minima percentuale è a carico dell'Ente, che in questo modo si trova ad avere una forza lavoro non indifferente quasi a costo zero, che potrebbe coprire tutti quei servizi, che prima venivano affidati agli esterni e che da tempo sono stati tagliati.
Ma perché si è arrivati a questo punto?
Quali provvedimenti andavano messi in atto? E non sono stati previsti?
Chi aveva come obiettivo primario quello di far quadrare i conti, essendo estraneo al tessuto sociale, ha badato solo ai numeri, noncurante delle persone, ma un paese è fatto da persone, senza le quali il paese sarebbe fatto da case vuote, come si sta verificando, a causa della crisi. Cerchiamo di mantenere i racalmutesi a Racalmuto, creando condizioni di vivibilità, questo deve essere il compito del nuovo sindaco, per ogni famiglia che lascia Racalmuto è una sconfitta politica oltre che umana.
Invito tutti quegli avvocati o esperti in materia di diritto, che pullulano nelle riunioni  elettorali che si stanno tenendo in questi giorni, a dare dei suggerimenti, su quali azioni legali si possono intentare per salvaguardare i diritti  acquisiti in tutti questi anni di precariato dai lavoratori.
Io che non sono un'esperta di diritto credo che si potrebbe fare una class action di tutta la categoria contro la PA , che con la reiterazione dei contratti a tempo determinato ha disatteso la direttiva 99/70/CE  recepita dall'ordinamento italiano con il Decreto Legislativo del 6 settembre 2001 n. 368 che ha posto una clausola generale di legittimazione del contratto a tempo determinato, che può essere stipulato ai sensi dell’art. 1 a fronte di ragioni di carattere tecnico, produttivo, organizzativo o sostitutivo.  La proroga triennale dei rapporti di lavoro per i precari  votata all'Assemblea Regionale non è una soluzione dato che possono prorogare per tre anni i contratti a tempo determinato, soltanto quegli Enti Locali che inseriranno i precari all’interno di un processo di stabilizzazione. Ciò significa che la prospettiva potrà difficilmente essere applicata dalla maggioranza delle amministrazioni siciliane per una serie di motivi, come il rispetto del patto di stabilità interno, la dotazione organica, il fabbisogno triennale del personale e la disponibilità finanziaria degli Enti”.
Quindi quali sono le proposte per superare questo problema?
Ai posteri l'ardua sentenza.........
Iolanda Salemi

2 commenti:

  1. Per i precari , e ai disoccupati che ci sono a Racalmuto chi ci pensa, i precari lo sapevano che i contratti erano a scadenza e stato un gioco politico per garantire voti sicuri solo politici.

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  2. Tralasciando qualsiasi giudizio di merito sulla discutibilissima gestione del precariato in Sicilia, ritengo che l'unica possibile soluzione di questo problema possa scaturire da un intervento della politica.
    Quindi solo chi è strutturalmente e politicamente organizzato può sbilanciarsi a proporre possibili rimedi.
    Piaccia o meno oggi solo il Partito Democratico è in grado di di poter interloquire, a certi livelli, con le Istituzioni Regionale e Nazionali per chiedere e proporre soluzioni.
    Personalmente, dopo aver fatto un'analisi per grandi linee, ritengo che la stada immediatamente percorribile possa essere quella di proporre una legge a doc in sede regionale che permetta il rientro di questa categoria di contrattisti, nel bacino unico del precariato predisposto dalla Regione Siciliana.
    Per quanto mi riguarda da dirigente del PD locale posso assumermi tranquillamente l'impegno di sottoporre la questione ad ogni livello possibile.
    Resta inteso che contemporaneamente questa categoria di lavoratori e la compagine che sarà chiamata a governare il nostro paese, dovrà iniziare un percorso di leggittimazione dell'esistenza stessa di tale personale; dalla cui rioganizzazione deve necessariamente scaturire un miglioramento delle generali condizioni di vivibilità del contesto, oltre che un alleggerimento del costo dei servizi che fino ad oggi erano affidati a soggetti esterni.
    G. Guagliano

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