mercoledì 19 luglio 2017

Racalmuto, Messana: Quando vandalizzano la statua di Giovanni Falcone o la stele per il giudice Rosario Livatino, è perché vogliono intimidire e colpire tutti i noi


Emilio Messana, Sindaco di Racalmuto
"E sono venticinque anni anche per Paolo Borsellino. Non dovevamo aver bisogno di eroi, Loro lo sono diventati perché hanno applicato la legge. Il finimondo, stragi orrende e terribili, che misero a repentaglio tutti noi, perché la reazione della mafia significava impedire e negare che ogni siciliano potesse determinarsi ad adempiere i propri doveri e a perseguire i propri diritti. Il loro esempio, il loro magistero ci hanno rivelato che la rivoluzione culturale autentica, liberatoria, moderna, partiva dall'importanza e dalla necessità per ciascuno di noi di fare il proprio dovere. La mafia "è una montagna di merda" - urlava Peppino Impastato - perché ti ruba la libertà sempre, non solo quando spara e ammazza. È il diritto il custode delle libertà di tutti e dobbiamo praticarlo e difenderlo nelle nostre azioni quotidiane, come hanno fatto Falcone, Borsellino e i tanti servitori dello Stato trucidati. È una sfida di valori - libertà contro violenza, oscurantismo, sfruttamento - che ci rende internazionali, l'unica che può farci progredire e che può determinare il cambiamento. Quando vandalizzano la statua di Giovanni Falcone o la stele per il giudice Rosario Livatino, è perché vogliono intimidire e colpire tutti i noi, perché i martiri non ci sono più, ma le loro idee camminano sulle nostre gambe."

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