mercoledì 10 settembre 2014

Caro sindaco, facciamo sentire (in alto) la sofferenza di un popolo. Scendiamo in piazza per dire BASTA

La gente non vuole più questo carico di tasse. Siamo bombardati da messaggi di grande sofferenza, aumentano ogni giorno le famiglie in difficoltà economica. Molti non hanno nemmeno il minimo vitale. Sta per iniziare la scuola: libri, grembiule, quaderni e tutto quello che occorre, i genitori si disperano. Spesa su spesa. Questa situazione mette in allarme i giovani, quanti hanno intenzione di creare una famiglia. Vivere sta diventando un problema. Noi che da anni ascoltiamo il dramma di un paese, ci sentiamo deboli, ma non rassegnati. Non vogliamo vedere un paese che lentamente si spegne, lo sappiamo che tanti altri paesi gridano come noi questa sofferenza, ma dobbiamo trovare la forza a non restare imprigionati tra le cartelle contabili ed equilibri di bilanci.
Facciamo sentire la nostra voce fuori dal paese, non soltanto per l'acquisto di una casa, ma per risollevare l'economia di una collettività, per abbassare le tasse e creare condizioni di sviluppo. S'è necessario, caro sindaco, il paese è pronto a scendere in piazza accanto a lei. Organizziamo un grande movimento per dire  BASTA. Finiamola con i discorsi dei primi piani e dei sorrisi. L'informazione è libera. Il vero obiettivo è quello di governare una paese che sta vivendo un momento difficilissimo della sua storia. Non è tempo di scherzare.
Sergio Scimè, blogger

2 commenti:

  1. Grazie ai tantissimi che seguono il blog, qualcuno ci ha accusato di non essere i combattivi di una volta, si sbagliava. Regalpetra libera continuerà nelle sue battaglie sociali, e chiede a questa amministrazione di non arrendersi mai; priorità assoluta non morire di tasse, offrire i servizi che un paese civile si merita, creare occasioni di sviluppo reale. Nessun piagnisteo, schiena dritta per il bene comune.

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