| Santa Rosalia - Patrona di Racalmuto |
Il 4 settembre giornata dedicata alla Patrona
Viva Racalmuto, viva Santa Rosalia
Da cinque anni i racalmutesi festeggiano la Santuzza con la Messa, la processione e la venerazione delle Reliquie arrivate in paese 385 anni fa.
di Salvatore Picone
Di Santa Rosalia, patrona di Racalmuto si è sempre parlato. Ma è soltanto da cinque anni che si è ripresa la festa che a Racalmuto si svolgeva fino alla fine del Settecento, quando iniziò a crescere e a svilupparsi la festa dedicata a Maria SS. del Monte.
Fu grazie al professor Giuseppe Nalbone che, da poco pubblicato il suo ponderoso volume “Delle Chiese di Racalmuto”, che nell'agosto del 2005 fu ricollocata dalla famiglia Cutaia, l'antica immagine della santa dipinta su legno ed esposta nell'edicola votiva al centro della piazza, in via Garibaldi.
Si costituì un Comitato composto, oltre che da Giuseppe Nalbone e da Giuseppe Cutaia, dall'arciprete Don Alfonso Puma, da Peppino Agrò e da me.
Il Comitato fece restaurare, dal pittore Calogero Collura, l'immagine e realizzare una piccola lapide che ricordava, nel 2005, l'arrivo a Racalmuto della Reliquia. Una pergamena, infatti, di cui si sono perse le tracce da due anni, ma per fortuna pubblicata nel libro di Nalbone, attesta che nel 1625 arrivarono a Racalmuto, grazie alla famiglia Del carretto, le Reliquie.
E il 4 settembre di cinque anni fa, infatti, si iniziò a festeggiare la santa. Con un momento di preghiera e la Messa celebrata fuori, in piazza. Come avvenne in quel 1625 quando il popolo di Racalmuto accolse in festa le Reliquie arrivate da Palermo. E così descrive il Cascini il momento: “… Per con molto maggior mostra di pietà et umiltà ciò fecero il giorno quando accompagnarono la sua Santa reliquia, che fu l’ultimo di agosto 1625. Erano andati a portarla da Palermo, ben 80 a cavallo, e quella mattina che fu domenica si cantò prima la Messa nella Chiesa dei Padri Minori Osservanti (S. Maria di Gesù) colla solennità solita… dopo il vespro pur solenne si fece la processione, nella quale benché vi fosse molta pompa d’apparati con tre archi trionfali, di luminarie per tre giorni, di concerto di musiche e salvi di schioppi: nondimeno superava ogni cosa la divotione, che s’udia delle voci e sospiri e pianti e si vedea della moltitudine tutta a piè scalzo… da antica data la festa si celebra il 4 settembre”.
Insomma è antica la devozione dei racalmutesi per Santa Rosalia. Esisteva anche una chiesa, nei pressi della chiesa del Collegio. E nonostante la grande devozione per la Madonna del Monte, Santa Rosalia resta la patrona “che tiene lontana la peste”, come si legge in quella pergamena del Seicento inviata dall’arcivescovo di Palermo Doria e firmata da Don Francesco De La Riba.
Oggi, dopo 385 anni dall’arrivo delle Reliquie, la Chiesa di Racalmuto continua a ricordare il “fausto avvenimento”. Il 4 settembre alle 18,30 l’arciprete Don Diego Martorana celebra una Messa In Matrice, dove un altare è dedicato proprio a Santa Rosalia. Subito dopo la processione della statua e delle Reliquie per le vie Garibaldi, Gramsci, Collegio, fino a giungere in piazza, sotto l’edicola votiva dedicata alla santa dove Don Diego affiderà il paese alla Santa Patrona.
Un momento importante, dunque, per Racalmuto. Ormai la festa di Santa Rosalia è un appuntamento. Che deve restare così com’è, semplice e vera.
Un momento di incontro per la comunità che si stringe accanto alla Patrona. Per continuare a dire “Viva Racalmuto, viva Santa Rosalia”.
Salvatore Picone
| Salvatore Picone |
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