sabato 15 marzo 2014

Racalmuto. Se si vota l'8 giugno, tu che fai?

Sarà vero? Più voci recitano la stessa data 8 giugno, seconda domenica di giugno l'elezione del sindaco e del consiglio comunale. Se è così, manca davvero poco. Meno di tre mesi.
Il punto: i gruppi s'incontrano frequentemente.
Ho parlato con delle persone in via Garibaldi, scontenti dell'arzigogolare nei ragionamenti. Pochi tra quelli sulla scena discutono di programmi e della supertassa sui rifiuti.
Nessuno affronta seriamente il tema dei precari. Il coinvolgimento dei giovani sembra non interessare i candidati.
Questo atteggiamento non ci convince e ci preoccupa.
Ieri il blog è rimasto in silenzio, un'intera giornata per cercare di unire quelle energie sane e pulite, che possono cambiare il volto del nostro paese. Non frammentiamo le forze, evitiamo quelle lacerazioni che fanno male all'intera comunità. La gente chiede un comportamento serio e responsabile da parte di tutti.
Insieme si può dare di più.  Riflettiamoci.
Sergio Scimè, blogger

5 commenti:

  1. mario campanellasabato, 15 marzo, 2014

    Sergio, se si vota l'8 giugno in non andrò a votare. Sono molto scontento, non emergono proposte convincenti. Chi si candida lo fa per se stesso, non si discute di sviluppo e di lavoro per i giovani.

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  2. scusate non si vota il 25 maggio 2014?

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  3. Caro Sergio....questa è la dimostrazione che i signori politici,vecchi, giovani,meno giovani,donne.Tutti vogliono il bene del Paese,pero non riescono a trovare un accordo .E da questa deduzione non fanno altro che rinforzare l'ipotese che non andremo al voto.e continuiamo ad essere COMMISSARIATI.
    COSTANTINO.G

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  4. Tutti per il bene del paese, lupi pronti a mangiare “Per Bene” gli agnelli, Agnelli pronti a mangiare “Per Bene” i cavoli, tutti i cavoli pronti ad ingrassare “Per Bene” gli agnelli da dare in pasto ai lupi. Sino a quando non cambieremo noi e non capiremo che per volere il bene del paese, il bene degli altri, bisogna essere persona perbene, ne lupo ne agnello, testa di cavolo manco a parlarne.
    Dopo la Prima Repubblica, come si dice da noi “ficimu la secunna”, nel senso di fare peggio. C’è il verso di fare la terza?
    Poiché, se nascerà, nascerà con gli stessi uomini che non solo sono falliti ma sono inconsapevoli del loro fallimento, non potrà nascere che male, malissimo. Come male, malissimo è finita la Prima e la Seconda”.
    E’ finita malissimo la Seconda Repubblica, e quante altre ne avremo ancora, ogni venti, magari ogni dieci anni, e tutte sempre destinate a finire nel disonore.
    Se tutto è così prevedibile, perché non riusciamo ad uscirne?
    Solo la popolazione può e deve cambiare, evitando di rieleggere un ceto politico che è stato responsabile per decenni della decadenza del nostro comune, per insipienza, superficialità, disonestà degli uomini che se ne sono serviti.
    Ma dov’è il nemico? Il nemico è dentro ognuno di noi. Non possiamo più sbagliare, non possiamo più votare contro qualcuno, non possiamo scegliere per il governo del paese il male minore, ma dobbiamo scegliere persone per bene che sappiano progettare un futuro per tutti.
    Solo così potrà finire quella triste favola fatta di lupi, agnelli e teste di cavolo di cui tutti, ormai, conosciamo la fine.

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  5. ...ma andare al mare, no?!?

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