sabato 14 gennaio 2017

Racalmuto, l'assessore Picone replica a Bongiorno. La Fondazione Sciascia era immobile prima, quando c’erano i soldi e si faceva un convegno l’anno

Caro Sergio,
Lillo Bongiorno prende a pretesto la ricorrenza del trentesimo anniversario dell’articolo di Leonardo Sciascia sui "Professionisti dell’antimafia” pubblicato sul Corriere della Sera, per accusare di inerzia la Fondazione Sciascia.
Siamo felici di smentirlo: siamo al lavoro per organizzare un importante evento proprio su questo tema e l’articolo di Felice Cavallaro e il confronto sui quotidiani nazionali che si è aperto servono proprio a preparare il terreno, creando la giusta e doverosa attenzione su una grande questione del nostro Paese.
E’ vero, non ci sono più le risorse di una volta, quando Comune e Regione finanziavano la Fondazione Sciascia, consentendole di diventare un’istituzione culturale di primaria importanza, grazie soprattutto all’inestimabile patrimonio donato dal grande scrittore racalmutese.

La Fondazione, da quasi dieci anni, vive solo grazie al contributo regionale, che si è progressivamente ridotto, fino ad arrivare alla cifra riconosciuta per l’anno 2016 di 47 mila euro, che servono a pagare gli stipendi dell’unico dipendente a tempo pieno e della collaborazione part time della bibliotecaria e le spese di ordinario funzionamento.
Prima che arrivassimo noi, l’ultima iniziativa di rilievo era datata 2012.

Noi abbiamo invertito la tendenza, con i pochi soldi a disposizione abbiamo organizzato iniziative importanti che hanno visto la presenza tra gli altri del Presidente del Senato Pietro Grasso, del saggista e traduttore francese J. Noel Schifano, al quale abbiamo concesso la "cittadinanza onoraria", ringraziandolo per la donazione del manoscritto de “L’affaire Moro”,  del regista Moni Ovadia, per citare i più importanti.
Per la prima volta la Fondazione ha promosso un’iniziativa di popolo, ideando il Festival della Lettura, in occasione del sessantesimo anniversario delle “Parrocchie di Regalpetra”. Lo scorso mese di maggio l’Italia intera ha parlato di noi, della Fondazione Sciascia, di Racalmuto e del suo popolo che, rileggendo il libro delle Parrocchie, simbolicamente, ha celebrato un nuovo coinvolgimento dei cittadini alle attività della Fondazione.
Per la prima volta abbiamo coinvolto uno sponsor, l’Italkali, che l’anno scorso, generosamente, ci ha concesso un contributo di 10.000,00 euro proprio per quelle attività culturali e per altre che abbiamo fatto nel corso dell’anno: la mostra del carteggio Sciascia-Laterza, poi confluita nel libro “L’invenzione di Regalpetra” edito da Laterza, che dà merito al Comune e alla Fondazione per l’organizzazione dell’evento sulle Parrocchie; il dibattito sulle feste religiose in Sicilia, lo scorso mese di luglio, con Vittorio Sgarbi, il Vescovo Pennisi, Nino Buttitta e Felice Cavallaro; la presentazione del volume “Fine del carabiniere a cavallo” con la cerimonia della “cittadinanza onoraria” di Racalmuto al professor J. Noel Schifano, e le due “Giornate Sciasciane”, lo scorso novembre, con la presenza di oltre quattrocento studenti siciliani.
Il tutto con poche risorse economiche, anche da parte del Comune, che fa quel che può in tempi di riequilibrio finanziario e di tagli periodici da parte di Stato e Regione. Era facile amministrare e guidare un Ente culturale importante come la Fondazione quando le casse erano strapiene, quando si poteva organizzare un convegno sapendo di avere tanti soldi a disposizione.
E tuttavia anche allora c’era chi criticava, chi parlava di “immobilità”. Era immobile prima, quando c’erano i soldi e si faceva un convegno l’anno, o è immobile ora, che con pochi soldi si è riusciti, da due anni a questa parte, a riprendere le attività culturali, ad idearne altre e a definire il censimento del lascito promesso da Leonardo Sciascia, ovvero delle lettere da lui ricevute “in circa mezzo secolo di attività letteraria”. Si, abbiamo l’elenco completo. Sappiamo quante lettere ci sono, chi le ha scritte. E cosa raccontano queste lettere? Intanto ci dicono che sono più di quattromila gli autori e oltre dodicimila le carte appartenenti al mondo culturale, politico, editoriale, artistico e sociale dell’Europa intera del secolo scorso. Un patrimonio immenso che a breve, dopo che il Consiglio di Amministrazione deciderà le modalità, presenteremo ufficialmente.
Peccato che Lillo Bongiorno, sempre così attento, non se ne sia accorto.
In quanto al contributo perso per l’anno 2015, ci siamo assunti pubblicamente le nostre responsabilità, cercando di comprendere le ragioni di quello che era accaduto. Anche perché, lasciatemelo dire, non ricordo sindaci o ex assessori alla Cultura dietro una scrivania a seguire bandi per la Fondazione, a leggere Gazzette e a confezionare progetti e presentarli. Era un meccanismo virtuoso, seguito personalmente dal Dott. Aldo Scimè, guida essenziale della Fondazione per tanti anni.
Venuto meno, per ragioni di salute, l’impegno costante del Dott. Scimè, la Fondazione – che non ha mai avuto una struttura organizzativa stabile che si occupasse della gestione - ha subìto questa grave dimenticanza, in un contesto di confusione generale alla Regione, di Assessori e dirigenti di Dipartimenti che cambiano ogni tre mesi. 
Abbiamo rifatto il prospetto dell’ex Centrale dell’Enel, che era ammalorato da anni, bandito i lavori per il rifacimento della strada e dei marciapiedi che costeggiano la residenza della Fondazione, risanato il costone sottostante.
La Fondazione segue e partecipa attivamente, accanto ad altri Comuni e al Distretto turistico Valle dei templi, al progetto “La Strada degli Scrittori”.
Abbiamo già incontrato dirigenti regionali e nazionali di Conad i quali sono pronti a finanziare un nostro progetto culturale, onorati di poter legare il loro brand alla nostra Fondazione.
La Fondazione Sciascia, cari lettori di Regalpetra Libera, l’abbiamo trovata abbandonata e ci siamo messi al lavoro per restituirle il ruolo centrale nel mondo culturale che le compete.
Il percorso di rinnovamento gestionale e di programmazione va perseguito. La Fondazione Sciascia non è più la stessa di trent’anni fa, quando è stata concepita. Il mondo è cambiato. Viviamo altri tempi e dobbiamo spingere questa nave di cultura verso nuovi lidi, aperti all’Europa e al mondo.
Per fare questo è importante che chi vive in questo paese e ha idee, relazioni, passione e volontà, cooperi e collabori, senza utilizzare il nome di quest’importante centro culturale per strumentalizzazioni che non portano a niente. In due anni e mezzo di guida dell’assessorato alla Cultura, sono stato sempre aperto e disponibile a qualsiasi confronto. E’ un assessorato difficile da gestire, soprattutto in tempo di casse vuote e pre dissesto, che contempla la grande responsabilità di dialogo con un Ente Culturale di calibro internazionale, che impegna e coinvolge un mondo di idee, relazioni, progetti. Da soli, naturalmente, non si va da nessuna parte. Ed per questo che rinnovo l’invito non solo a Bongiorno, ma ai consiglieri comunali, agli intellettuali, agli artisti, alle associazioni e ai giovani, a tutti: Sciascia e i beni culturali del nostro paese devono unire e non dividere, almeno questo dovremmo provare a farlo, rispetto al passato.
Salvatore Picone
Assessore alla Cultura del Comune di Racalmuto
Consigliere Fondazione L. Sciascia

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