venerdì 2 dicembre 2016

Racalmuto: Referendum Costituzionale e la prudenza dei politici nostrani. L'opinione di Ignazio Scimè

L’opinione di un semplice cittadino, riguardante una complessa questione attinente il referendum per la riforma costituzionale, è sicuramente poco rilevante. 
Tuttavia sento la necessità di esternare le mie considerazioni.
Certamente non voglio entrare nel merito della riforma posta al vaglio della volontà popolare sovrana.
Ma voglio esprimere le mie considerazioni di natura politica.
Su un punto, sicuramente, oggettivamente, si deve essere tutti d’accordo ovvero che il rapporto tra la classe politica e gli elettori e di natura fiduciaria.
E dunque ci fidiamo di Renzi che ci propone il Referendum e votiamo SI?
O ci fidiamo di chi è contro la riforma costituzionale e votiamo NO?
Dobbiamo dare fiducia al progetto politico proposto da Renzi che governa da due anni?
O allo schieramento del NO che ha governato per 20 anni?
Per chi ha memoria corta a si ricorda che il fronte del No è costituita da politici che hanno governato dal 1993 al 2014:
Governo Berlusconi, Forza Italia – Lega;
Governo Prodi, Vecchio PD- Centristi.

Governi che si sono alternati tra di loro con pause governative dirette da Presidenti tecnici, uno per tutti il governo Monti. Quest’ultimo è schierato pure con il fronte del NO.
E a dire il vero Monti meriterebbe il titolo di cattedratico del NO. Fornero Docet.
Se il popolo Italiano sovrano è soddisfatto dello stato di crisi economica in cui è stata condotta l’intera Nazione da questi signor NO, Voti NO.
Vent’anni di governi dei signor NO hanno inoltre generato un sterile fenomeno populistico chiamato Cinque Stelle. 
Un riformista socialista, quale sono per formazione culturale e politica e per il mio modo di essere, ha difficoltà ad accettare un movimento politico populista, perché per poter comprendere le ragioni dei grillini occorre essere contemporaneamente di destra, di centro e di sinistra.
Una nota a parte merita la classe politica locale che nell'ultimo periodo è stata impegnata in problemi di “sfiducia” che pare sono stati superati.
Orbene, si auspica che non insorgano problemi di “fiducia” con grave ricaduta sull'intera comunità.
Tuttavia, mi pare, che poco è stato l’impegno dei politici nostrani nei confronti del Referendum. Quali siano state le vere ragioni di questo disinteresse non è dato saperlo. Ma si ha la vaga impressione che si è trattato opportuna prudenza.
L. Sciascia:” da servire a coloro che hanno corta memoria o/e lunga malafede e che appartengono prevalentemente a quella specie (molto diffusa in Italia) di persone dedite all'eroismo che non costa nulla e che i milanesi, dopo le cinque giornate, denominarono «eroi della sesta».
Ma la visione più chiara ed inquietante di Sciascia era sicuramente quella sul potere che governava il Paese: “Il potere è sempre altrove, il potere non è nel Consiglio Comunale di Palermo, il potere non è nel Parlamento della Repubblica, il potere è altrove“.
Chi vuol sostenere la CASTA POLITICA, chi vuol sostenere gli interessi delle Assicurazioni delle Banche, chi vuol sostenere i capitali del mondo delle Telecomunicazioni, chi vuole avallare i capitali del settore Energetico e petrolifero, chi vuole garantire che nel futuro questi interessi condizionino l’economia di tutti e l’intera vita democratica, VOTI NO.
«Quando un popolo, un paese, una collettività - scriveva Leonardo Sciascia - non perde la memoria, vuol dire che non è disposto a perdere la libertà».
A chi non ha perso la memoria e non vuol perdere la libertà, a chi non arriva alla quarta settimana, a chi e costretto ad emigrare, a chi ha una pensione ai limiti della sopravvivenza, a chi non è disposto a perdere il diritto al Futuro proprio e dei propri figli, dunque dico: 
io VOTO SI.   
Ignazio Scimè

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