domenica 23 ottobre 2016

Racalmuto punto e a capo. Cronaca di una crisi annunciata. Cosa farà la lista Borsellino? Riflessione politica del Comitato Cittadino "Racalmuto Civile.


Comitato Civico Racalmuto Civile

Racalmuto punto e a capo
Cronaca di una crisi annunciata

Documento di riflessione Politica   

La coraggiosa decisione del  “gruppo degli otto”di maggioranza  in consiglio comunale di Racalmuto, non arriva certo come fulmine a ciel sereno. Dopo decine di atti di indirizzo disattesi, promossi e votati in buona parte dalla stessa maggioranza, e innumerevoli dichiarazioni di disapprovazione delle proposte sindacali, pesa con la drammaticità di una “morte annunciata”.  Era già scritta in qualche libro del destino. Magari solo una tardiva presa d’atto che la candidatura di Messana, già allora in controtendenza con le scelte della dirigenza locale del PartitoDemocretico, e delle tanti fazioni che lo rappresentavano, non era la soluzione adeguata ad affrontare le emergenze di Racalmuto e il suo bisogno di cambiamento dopo il triste periodo commissariale.  Certo è che comunque sia, tirare fuori le contraddizioni all’interno della propria parte è un atto di dignità politica ed  intellettuale.

La peggiore responsabilità che ci sentiamo, da uomini liberi, di addossare al sindaco Messana e alla sua giunta è l’insipienza di proposta politica, l’incapacità  conclamata di affrontare e risolvere le questioni congiunturali e strutturali che riguardano il paese. Dall’ordinaria amministrazione per assicurare il minimo decoro urbano e sociale, alle progettualità di grande respiro per dare speranza ai giovani, alle imprese e ai cittadini. Nulla di fatto. Nessuna battaglia vinta. Nessun percorso iniziato. Nulla!!
La stessa squadra di governo, a dir poco approssimativa se valutata  come “giunta tecnica” e “rappresentativa del nulla”  se giudicata in rapporto all’aspetto politico, si è qualificata come  perfetta terra di mezzo tra l’ignavia e il buon agire.
Il  drappello di sfiducianti  contesta al sindaco la scarsa efficacia del proprio operato e l’incapacità di affrontare e risolvere i problemi del paese. Per la prima volta si muovono eccezioni di merito che tengono conto del diffuso malcontento popolare.
La situazione di disastro gestionale della macchina amministrativa e le falle nel sistema territorio, in primis, frutto della totale assenza di progettualità politica  sono infatti all’occhio di tutti.  Mille i punti del disastro annunciato:  a fronte di una dichiarata raccolta differenziata del 40%, il paese è letteralmente immerso nella spazzatura, la Fondazione Sciascia in fallimento, le Case popolari non assegnate e in fase di degrado, la Viabilità urbana dissestata, la Viabilità rurale impraticabile, le Strutture sportive inagibili, il Teatro Comunale non utilizzato, i Consumi elettrici comunali fuori controllo,l’assistenza agli anziani e alle famiglie in difficoltà inesistente. E ancora: nessuna prospettiva per i giovani con conseguente piaga emigratoria, verde pubblico abbandonato, biblioteca comunale smantellata.
Ancora: nella letteratura degli atti di indirizzo approvati dalla maggioranza, l’accusa più volte reiterata  della mancanza di  risposta   sulle possibili soluzioni per alleviare il carico tributario in capo ai cittadini; sulla definizione delle pratiche di sanatoria edilizia; sul Piano regolatore generale e sulle osservazioni dei cittadini; sull’utilizzazione dell’antico mattatoio comunale e sullo spostamento della biblioteca; sulla manutenzione degli spazi pubblici; sul monitoraggio dei servizi del Piano di Zona del distretto socio-sanitario di Canicattì per il quale ci sarebbero ben tre milioni di euro ancora inutilizzati; sulla riorganizzazione del personale di ruolo e precario ai fini di migliorare l’efficienza dei servizi e della progettualità pubblico privata.
Eccezioni di merito che sembra si siano tramutate nell’insostenibile imbarazzo degli sfiducianti rispetto ai cittadini e al proprio elettorato e che oggi costituisce atto politico morale irreversibile.
Di certo, fonti attendibili, sostengono che “gli otto di maggioranza”  non intendono tornare indietro e abbandonata ogni possibilità di alchimie di potere proposta dal primo cittadino, andranno dritti alla mozione di sfiducia in consiglio passando la palla all’intero consiglio.Quali  prospettive si aprono ora,  quale il destino del paese?
C’è chi agita lo spettro della vecchia politica e prefigura scenari di “pupi e pupari” in un “teatro di marionette”, di progetti elettorali già confezionati per il dopo Messana. Noi crediamo che la democrazia dei territori sia comunque uno strumento e un valore irrinunciabile e che il suo corretto funzionamento dipende dalla capacità dei cittadini di discerne tra bene e male, tra onesti, disonesti e opportunisti, tra professionalmente capaci  e approssimativi vanagloriosi.
La questione che si pone è molto seria. Si tratta di porre fine ad una esperienza amministrativa che si è dimostrata non all’altezza di ciò di cui Racalmuto ha bisogno ed è una questione che investe tutto l’arcipelago della politica racalmutese.
Che ruolo avrà in tutto questo la “lista borsellino” , minoranza in consiglio?
I cittadini si chiedono: saranno in grado i cinque consiglieri  dell’opposizionedi assicurare i necessari quattro voti per portare il dissenso al numero di 12 voti quanti sono necessari in consiglio per chiudere l’esperienza Messana e aprire finalmente una nuova costruttiva stagione dei valori,   dell’impegno e della capacità di fattiva proposta politica per Racalmuto?
In alternativa non resterebbe che il coraggio di buttare giù la maschera dell’ipocrisia e chiamare ogni cosa con il proprio nome. Chi sono i responsabili della candidatura Messana e del suo inefficace progetto per Racalmuto?  Chi ha sostituito, di fatto riempito,  il vuoto che i partiti hanno lasciato nella loro latitanza dal paese e raccogliendo il consenso con “antica efficacia” ha consentito l’elezione della attuale maggioranza e il successo di Messana ?. I responsabili hanno nome e cognome e non sembrano essere in effetti rampolli di alcuna nuova ne buona politica, sono :  Lillo Bongiorno (Pagliaro e Gagliardi); Luigi Penzillo/ Peppe Gueli ( Tufarulo e Piscopo ); Giglia(Guagliano e Mattina Morena); Roberto Restivo ( Mantione e arch. Mattina); Totò Sardo ( Ass. Mattaliano)
Una soluzione potrebbe quindi essere quella di distribuire i posti di potere ai  loro reali protagonisti, appunto:Bongiorno, Pensillo/Gueli, Restivo, Sardo. Cui ovviamente per non fare torto a nessuno, bisognerà dare ruolo istituzionale di rilievo  anche  alle altre due “eccellenze vaganti”: l’ex consigliere Carmelo Collura (primo dei non eletti) e l’On. Vincenzo Milioto  (per i suoi noti meriti conquistati in campo); cui comunque non farebbero mancare consigli e supporto morale gli On. Martorana e Lauricella. Finalmente il quadro chiuderebbe senza ipocrisie ed esitazioni. Almeno la politica di Racalmuto mostrerebbe il proprio volto, il solito volto da trent’anni a questa parte. Stesse facce (di cera)  per tutte le stagioni.
Non ci  resta che  sperare  che  i “ fantastici giovani otto” abbiano il coraggio di recitare sino in fondo la loro parte di politici indignati e recidere ogni legame di sudditanza intellettuale con i loro mentori facendo si che la coerenza vinca sulle tentazioni (che noi vogliamo credere remote) di opportunismo. Ci rimetteremo comunque  alla inflessibilità  della storia che per come ha sempre  dimostrato sa bene giudicare i coraggiosi  e dimenticare i pavidi al proprio destino.
Ai posteri l’ardua sentenza!!

Comitato Cittadino Racalmuto Civile 

1 commento:

  1. Caro Enzo, questa crisi non di nervi ma di poltrone farà resuscitare pure i morti. Poveracci maledetti, come si può fare finta di niente, sarà una coincidenza o è tutta una finzione cinematografica, di vero il cappone a Natale

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