sabato 6 febbraio 2016

Racalmuto, il sindaco scrive ai parlamentari agrigentini contro la chiusura delle emittenti locali

Agli Onorevoli Signori: Angelino Alfano, Nino Bosco, Riccardo Gallo, Afflitto Maria Iacono, Giuseppe Lauricella, Giuseppe Marinello, Tonino Moscatt ,Giuseppe Ruvolo, Gea Schirò Planeta


Illustrissimi,
alcune emittenti televisive agrigentine rischiano la chiusura o il ridimensionamento, perché interferiscono con le televisioni maltesi. Lo stabilisce un Decreto del Governo Nazionale.
Le televisioni locali svolgono una funzione fondamentale per la crescita delle nostre comunità.
Danno voce, spazio e ribalta ai fatti, alle tipicità, alle notizie dei nostri territori.  Arricchiscono e innovano il mondo mediatico, altrimenti condizionato dall'omologazione e dall'uniformità delle programmazioni veicolate dai grandi network nazionali o regionali.
Sono una fucina per la formazione dei giovani in un settore produttivo moderno, indispensabile per un'area, come la nostra, dove stentano ad attecchire e a svilupparsi proficue attività imprenditoriali. 
Quanti bravi e qualificati giornalisti, operatori culturali, tecnici, hanno iniziato giovanissimi nelle redazioni dei piccoli giornali di paese, nelle piccole televisioni che hanno saputo assecondare e interpretare al meglio il progresso allargando sempre di più i loro orizzonti.
Tanti di loro mantengono un legame forte e costante con questa terra e la arricchiscono con il loro pensiero, con la loro iniziativa, con le loro relazioni, contribuendo alla crescita sociale e culturale del nostro mondo, innescando scambi impensabili, fungendo da esempio per i nostri ragazzi, i quali comprendono che si può conquistare un posto di rilievo nel mondo della comunicazione anche partendo da un piccolo paese di provincia.
Dietro una televisione locale, vi sono l'entusiasmo, i sogni, l'intraprendenza dei nostri giovani, l'investimento continuo, estenuante e incessante che soltanto l'autentica passione per cavi, antenne, microfoni, telecamere, la curiosità per le notizie e la storia dei nostri luoghi, lo spirito della competizione possono alimentare.
A Racalmuto, oltre trent'anni fa, un gruppo di ragazzi apriva una radio privata che copriva appena un quartiere, oggi dirigono Telestudio Novantotto che si irradia in quasi tutte le province siciliane.
E' un paradosso: rischiano di chiudere perché troppo potenti i loro segnali, ma le frequenze per il digitale terrestre sono state assegnate proprio dallo Stato e spesso al termine di grandi lotte e battaglie, che ricordano l'epopea biblica di Davide contro Golia.
E' dovere di tutti noi mobilitarci per difendere il nostro territorio e scongiurare che i riflettori sulla nostra vita pubblica quotidiana, sulle nostre tradizioni, sulle bellezze dei nostri luoghi, irraggiungibili senza la prossimità delle nostre emittenti locali, si spengano, lasciando senza voce e senza immagini la nostra cronaca quotidiana, dentro la quale si forma la storia delle nostre comunità
L'allarme lanciato dagli operatori dell'informazione della nostra provincia, ripreso dalla Cgil, dall'Assostampa, dalla Camera di Commercio, sia raccolto e rilanciato in tutte le sedi e portato all'attenzione del Governo nazionale, perché trovi un rimedio e una soluzione. 
Vi ringrazio.

Racalmuto, li 6 febbraio 2016

Il Sindaco di Racalmuto
Avv. Emilio Messana

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