giovedì 25 giugno 2015

RACALMUTO: SALE, CULTURA E TANTA CORTESIA - Gruppo fotografico "Le Gru" di Valverde (CT)

DANIELA - Il 15 e 16 di giugno u.s. siamo stati in 5 a visitare la miniera di sale di Racalmuto (previa permessi dalla Italkali sede centrale). 5 fotografi del Gruppo Fotografico Le Gru di Valverde (CT), Gaetano di Valverde, Pippo di Acicatena, Gianluigi di Firenze, Pietro di Acireale ed io, Daniela di Reggio Calabria. Il progetto che stiamo portando avanti è “Sale dal profondo”, iniziato lo scorso anno con le riprese fotografiche nella miniera di Realmonte e proseguito quest’anno nella miniera di Racalmuto. L’obiettivo è quello di realizzare una mostra fotografica raccontando per immagini il lavoro dei minatori nel bianco mondo legato alla produzione del salgemma di Sicilia.
Racalmuto ci ha accolti, prima in miniera e poi in paese.
Accompagnati in jeep dal Direttore Luigi Scibetta abbiamo avuto il piacere di ri-scoprire il sale, lo stesso sale di cui facciamo un quotidiano uso in cucina. Ma qui tutto è diverso, tutto ha un fascino unico. L’accesso alla miniera con Santa Barbara protettrice a destra dell’imbocco, le gallerie multipiano bianche di sale, per noi tutte uguali e labirintiche ma per gli addetti ai lavori conosciute e sicure. Quanti metri percorsi sotto terra, quanti livelli attraversati per poter giungere là dove la fresa era al lavoro. E mentre il sale scorreva sopra di noi, cambiavano i colori e le lucidità sulle pareti delle gallerie. Il direttore ci ha raccontato ricordi di ieri quando da bimbo seguiva il padre nelle profondità della terra, di generazione in generazione, oggi anche lui è parte di questo mondo. Con occhi brillanti di orgoglio ci ha mostrato la “sua” miniera e ci ha parlato con lo stesso affetto dei “suoi” minatori. Ha risposto alle nostre numerose domande, ci ha spiegato i modi di lavorazione, ieri, con l’esplosivo ed oggi con le frese. La roccia di sale fresata prende tridimensionalità se illuminata, il metallo ha morso il bianco sale e le striature lasciate sono state per noi fotografi una bellezza grafica inattesa. I camion percorrono incessantemente le gallerie avanti e indietro spostando la quantità di sale estratto. Questo sale è accumulato per qualità in attesa di essere portato all’esterno ed intraprendere le successive lavorazioni di vagliatura, raffinazione ed impacchettamento. L’ingegnere Bonfiglio è stata la nostra guida nel “mondo di sopra”, quello fatto di motopale e camion, nastri trasportatori e macchinari sofisticatissimi per la purificazione di eventuali impurità. Quello in cui si impacchettano e insaccano i granelli di sale per pezzatura e qualità. Nei capannoni fervono le differenti lavorazioni e come tante formiche al lavoro, veloci si muovono i muletti con grandi pacchi pronti per essere spediti e distribuiti alla clientela.
Ma Racalmuto ci è stata svelata (per il poco tempo a nostra disposizione) da un’altra gentile persona, Sergio Scimè, il nostro cicerone in paese. Con lui abbiamo visitato la Regalpetra di Sciascia ripercorrendo luoghi e mestieri narrati. Abbiamo anche avuto il piacere di provare quella che Sciascia definisce “un’affossatura sulla poltrona di un circolo”, proprio in quel Circolo Unione di cui faceva parte anche lui, e qui di parlare piacevolmente di Racalmuto con il presidente del circolo ed alcuni soci.
Un grazie va a voi tutti per aver permesso  questa esperienza unica, resa tale dalla cortesia e disponibilità riservataci e per aver “sopportato” i nostri scatti fotografici con amicizia e curiosità.
Appuntamento al 2016 con la mostra fotografica “Sale dal profondo”, sperando di riuscire a portarla anche Racalmuto.







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