venerdì 26 novembre 2010

Un paese, l'Italia, governato da magfiosi, affaristi, e nella migliore delle ipotesi da collusi.

La recente sentenza della corte di appello, nel processo al senatore del Pdl DellUtri, ha ribadito quanto già sentenziato in primo gradi di giudizio; ovvero .
In Italia vige il principio, che noi condividiamo pienamente, della presunzione di innocenza fino a prova contraria.
Principio a cui si appella Dellutri quando sostiene, mistificando, di aspettare il giudizio della Cassazione.
E' risaputo che il terzo grado di giudizio non può entrare nel merito alle motivazioni della sentenza, potendo eccepire solo motivazioni di tipo procedurali o di forma.
In passato, come non ricordare il giudice "ammazza sentenze" Carnevale, la Cassazione ha annullato decine di processi a noti mafiosi per cavilli vari senza, tuttavia, metterne in discussione l'impianto accusatorio e quindi la colpevolezza degli imputati.
Il Senatore oggi spera, per la sua libertà, in un altro giudice ammazza sentenze.
Da questo ragionamento risulta lapalissiano un fatto incontrovertibile:
anche se il processo, come è molto provabile che succeda, venisse annullato; ne la colpevolezza del Senatore ne i fatti che l'hanno determinato potrebbero essere messi in discussione.
Detto ciò non si può non trarre delle conclusioni, questa volta, di carattere politico, etico e moralite.
Ovvero; come può uno stato democratico, quale crediamo sia l'Italia, accettare il fatto che un Senatore della Repubblica e un presidente del Consiglio dei Ministri di cui la legge, fatta salva la presunzione di innocenza ampiamente confutata, ha dimostrato la colpevolezza, per i fatti a loro ascritti, consentire a soggetti dediti al malaffare di continuare a rappresentare gli Italiani e governarne le sorti?
Tutto questo è veramente incredibile se consideriamo che oggi nel nostro paese ci sono decine di migliaia di persone rinchiuse nelle carceri in attesa di un giudizio sia questo di primo di secondo o di terzo grado.
(alla faccia della presunzione di innocenza)
E' veramente incredibile oltre che inaccettabile asistere quotidianamente al lavoro di delegittimazione che il Premier Bellusconi e una parte del Parlamento fanno nei confronti della Magistratura.
Abbiano il coraggio di dire chiaramente che lo stato a cui loro aspirano non è quello sancito dalla costituzione.
Abbiano il coraggio di dire che stanno lavorando per uno stato non di diritto, in cui la politica, i potentati economici e gli amici degli amici in nessun caso potranno essere assoggettati ai pricipi democratici.
Forse potrebbero riuscire pure a farlo sancire dal voto popolare.
Ma almeno la smettano di dire che stanno lavorando per un'Italia Migliore.
E questo vale a tutti i livelli, da Roma a Racalmuto.
Giuseppe Guagliano

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