giovedì 8 giugno 2017

COME IN UN VECCHIO FILM (Diego Capitano poeta di Racalmuto)


COME IN UN VECCHIO FILM (Diego Capitano poeta di Racalmuto)
Ssss!... Rientrano!...  Ora che bruciato il giorno  incenerisce
con tutte le mie preoccupazioni…  tutti i miei isolani… i marinai
e i miei minatori… dai campi… dalle acque e dalle tetre cave.
Laggiú al grido spaventato dell’agnello… s’appresta il pecoraio
dal passo scalmanato e dai  buffi  cenci gli animi ad acquietare
nei lezzosi stazzi ricolmi… giá che le bianche lane indossano
della sera le prime nere sfumature…. al bussare dell’onirico
Morfeo.
Si ritagliano con l’ombre casee  monti… cosí il cuore mio d’ogni
suo pensiero…stracco l’occhio s’appanna e celasi la sua luce…
adesso che il sogno dal letto s’alza e come in un vecchio film
d’Eisenstein nella randagia notte… la mia rivoluzione contro
il male accanto il bene impera.
Si schiudono le ciglia allo stridore del mondo… ritornano in piedi
l’ ansie e tutto maledettamente come prima…  ricomincia.
Si evolve sulla terra: ‘’ L’eterno ritorno di Nietzsche… l’umano
degrado… l’orrende mattanze… il mio affanno e quello del mio                              
popolo.
In questo buio stracolmo di umane foreste paura ha la notte
delle sue oscuritá… ma danzano sotto i lugubri cipressi come
con le sue nuditá spirituali… folle e saggio parló e danzó  in mille
nascoste isole: Zarathustra… in lunghi pendii su rinascite di rose.
Stilla invisibile nell’aria un celeste pianto… labili calzari portano
ardente un cuore tra le rugiade sui sentieri del sole… stanco e
riarso mentire non seppe dinanzi al patibolo mortale.  
Negli scherni subíti innocente… anime e menti ha forgiato ad
una sola Veritá.
Preda son’io… dei suoi occhi d’infinita luce… pazzo del suo
immensurabile amore…  e della sua pietá… sono un folle poeta
in questo mondo scorticato… imbolsito… incomprensibile…tanto
piccolo… e come in un vecchio  film nell’eterno divenire… crede.  



Prof. BIAGIO  DI  MEGLIO  - Critico -  (NA)
In Diego Capitano poeta di fine linguaggio semantico e filologico,
si assaporano ‘’ Fragili canti che accendono il silenzio e richiamano
ricordi spesso incisi in fondo al cuore ‘’. E’ quí che l’anima esplode
con ricchezza di intenti e la parola, vera poesia dell’uomo, scivola
come il profumo di una stella oltre il sogno di una melodia solare.
Inni le sue poesie d’amore, ai cari e a Dio, che accendono le labbra
dell’autore che mai nasconde il  pianto delle  avute carezze  anche
ora dopo tanti anni che il cielo li ha chiamati tra gli angeli, mentre
il  poeta  mai  dimenticherá  quelle  voci e  gli abbracci del  tempo, 
quando la vita era soprattutto gioia e sorriso ‘’.




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