lunedì 20 giugno 2016

Racalmuto, la relazione del sindaco Emilio Messana: "Sono stati due anni di intenso, duro lavoro"



"Sono stati due anni - scrive Messana - di intenso, duro lavoro.  Amministrare un Comune in riequilibrio finanziario impone prudenza, oculatezza nelle scelte e capacità di innovazione. Insieme alla giunta, agli impiegati, ai consiglieri comunali ci siam rimboccati le maniche e abbiamo restituito alla comunità servizi fondamentali che erano stati soppressi o mai avviati. Abbiamo perseguito e sperimentato un governo della città aperto e partecipato, che ha incontrato la disponibilità, l'impegno e la professionalità del mondo associativo, della scuola, della chiesa, dei carabinieri, di tanti intellettuali e uomini di cultura. La Relazione del Sindaco sia lo spunto per riflettere sullo stato del paese, sulle sue potenzialità. Per la prima volta anche gli Assessori hanno voluto presentare una loro relazione; è un segnale importante di trasparenza e di sensibilità politica e democratica. Non vogliamo imporre la nostra visione del paese e dei risultati della nostra azione amministrativa; daremo ampia diffusione a queste relazioni e chiederemo a tutti di far pervenire le loro riflessioni, valutazioni, proposte, critiche, sulle quali ci confronteremo in un'assemblea cittadina. Insieme per correggere gli errori ed aggiustare il tiro, per consolidare e migliorare i risultati positivi, per individuare e scegliere nuovi obiettivi. Insieme per andare avanti, per Racalmuto."

COMUNE DI RACALMUTO
(Libero Consorzio dei Comuni di Agrigento)


RELAZIONE DEL SINDACO

Pregiatissimi,

è un onore riferire dell’attività svolta nel primo periodo del mio mandato amministrativo.

Ci siamo affermati nel fuoco di un’appassionata, ricca, partecipata, coinvolgente campagna elettorale, che ha restituito al popolo e soprattutto ai giovani il testimone della democrazia, dopo le stagioni dei commissariamenti.

Prima, la politica si era smarrita negli scandali, nell’instabilità, nel cambio continuo degli assessori. La paralisi dell’attività amministrativa che ne era conseguita e un utilizzo disinvolto delle risorse pubbliche avevano fatto incancrenire le condizioni economiche e finanziarie e portato il Comune sull’orlo del fallimento.

Lo scioglimento del Consiglio Comunale per infiltrazioni mafiose, i due anni e mezzo di commissariamento, hanno costretto la comunità ad una lunga pausa di attenta riflessione, consegnando alla politica il compito di costruire un argine contro il potenziale condizionamento ambientale ad opera della criminalità organizzata e mafiosa.

Le condizioni economiche e finanziarie dell’ente erano gravissime. La Corte dei Conti contestava l’elevata incidenza delle spese del personale pari al 61,75% delle spese correnti, la copertura del disavanzo di parte corrente con entrate “una tantum”, la presenza di debiti fuori bilancio da riconoscere e di esecuzioni forzate, la carente attività di recupero dell’evasione tributaria. In data 14/12/2012 con la deliberazione n. 380/2012 la Corte dei Conti accertava la sussistenza di condizioni di squilibrio strutturale del bilancio in grado di provocare il dissesto finanziario dell’ente e sospendeva la procedura perché la Commissione Straordinaria attivava la procedura di riequilibrio finanziario pluriennale, da poco introdotta.
Il piano di riequilibrio ha imposto enormi sacrifici alla nostra comunità; tasse locali nella misura massima consentita dalla legge; obbligo di copertura al 50% del costo dell’asilo nido e del 36% degli altri servizi a domanda individuale; blocco delle assunzioni e divieto di prosecuzione dei contratti con il personale precario, salva l’ipotesi di porre la relativa spesa a totale carico della regione Siciliana; revisione dei servizi sociali; riduzione dei costi per servizi e manutenzione; riduzione dei trasferimenti; costo del servizio rifiuti a totale carico dei cittadini.

La conseguenza è stata l’azzeramento di tutti i servizi sociali, chiusura dell’asilo nido e della refezione scolastica, nessun contributo alle famiglie bisognose e alle associazioni, interruzione del servizio di trasporto urbano, riduzione del contributo per il trasporto scolastico degli alunni fuori sede, assenza di interventi di manutenzione sul patrimonio comunale.
Le misure draconiane - in particolare l’elevato costo del servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti, oltre euro 1.900.000,00 per l’anno 2013 a carico dei cittadini - hanno provocato malessere sociale e anche proteste.

Approssimandosi le elezioni, emergeva dalla società una richiesta di rigenerazione e cambiamento del governo locale e della politica, in passato caratterizzati da un’eccessiva litigiosità, da una strumentalizzazione dei ruoli amministrativi a mere logiche di appartenenza ai gruppi politici, da una sovraesposizione, quando non sottomissione, di quei ruoli a labili e precari equilibri di interessi personali o di fazione, saltati i quali si metteva in discussione l’alleanza. Salvi brevi periodi, i Consigli Comunali si affaticavano alla ricerca di numeri per maggioranze sempre più risicate, i punti all’ordine del giorno passavano in secondo piano rispetto alle trattative tra singoli o gruppi, l’esito delle quali finiva con il condizionare il voto finale, a prescindere dal merito da deliberare. Le giravolte e i continui cambi di maggioranze e di assessori finivano con il paralizzare l’azione amministrativa, lasciando il Sindaco come uomo solo al comando. La gestione delle risorse seguiva l’interesse pubblico e i tanti rivoli degli interessi diversi, in nome dei quali si componevano e disfacevano le alleanze.

Incombeva un fatto rivoluzionario: non c’erano più soldi per i precari, per le manutenzioni delle strade, per i lavori pubblici, per i contributi a pioggia.

La necessità di elaborare un nuovo modello, la condivisione delle ragioni della crisi hanno portato forze politiche e movimenti che negli anni si erano trovati in posizioni diverse ad incontrarsi ed infine ad individuare in me il candidato Sindaco da presentare in quella importante competizione.

Abbiamo raccolto la disponibilità all’impegno civile e politico di molti giovani che insieme a noi hanno accettato la sfida e si sono candidati nella nostra lista, promuovendo un rinnovamento nella partecipazione democratica.

Abbiamo scelto gli assessori fuori dai tradizionali schemi dell’appartenenza alle forze politiche alleate, sia per coinvolgere energie e competenze per il nostro progetto di governo, sia per sottrarre l’azione della giunta alle dinamiche proprie dei partiti e dei movimenti, che nel passato avevano generato instabilità e paralisi.

La campagna elettorale è stata avvincente senza travalicare i limiti di un’ordinaria polemica, funzionale ad illustrare i programmi, le ambizioni e gli obiettivi. L’effetto è stato positivo, tanti giovani hanno avvertito il fascino della competizione, hanno incontrato la politica nei social network, ne hanno compreso il linguaggio.

Il giorno della chiusura della campagna elettorale mai si erano visti tanti giovani assistere a tutti i comizi.

All’elezioni del 25 e 26 maggio l’affermazione della lista “Emilio Messana Sindaco di Racalmuto” è stata netta. Il 27 maggio sono stato proclamato eletto Sindaco e prestavo giuramento.

L’insediamento.

In campagna elettorale avevamo indicato l’Ing. Paolo Alessi e la Dott.ssa Carmela Matteliano come assessori, per completare la giunta abbiamo coinvolto il Dott. Salvatore Picone e il Dott. Salvatore
Manto. Tutti professionisti con un’ottima esperienza in settori nevralgici della macchina comunale. Le deleghe sono state distribuite in relazione alle rispettive competenze.

Il quadro lo conoscevamo: tutti i servizi sociali azzerati, piano di riequilibrio finanziario all’esame della commissione del Ministero dell’Interno, lavori pubblici fermi, fondi Anas fermi, assenza di manutenzione delle strade interne ed esterne, progettazione ampliamento del cimitero ferma, piano dei rifiuti da rivedere, contratti dei precari in scadenza senza garanzia di copertura dell’intero costo a carico del bilancio regionale, assegnazione alloggi case popolari mai iniziata.

In precedenza, il costo degli impiegati - fossero uno, cento o mille - non aveva un riverbero diretto sulla tassazione locale, inoltre eventuali ritardi e inefficienze nell’organizzazione e nell’espletamento dei servizi erano recuperati attraverso l’investimento di risorse per acquistare i servizi all’esterno, che dava una boccata d’ossigeno all’economia locale. Negli ultimi tempi, si andava delineando un sistema fiscale che spostava il costo dei servizi e della macchina comunale sulla tassazione locale, attraverso una progressiva riduzione dei trasferimenti a parità dei servizi da erogare, l’obbligo di copertura integrale del servizio di nettezza urbana a carico dei cittadini utenti. Nel giro di due anni il peso fiscale sulla proprietà immobiliare diveniva insostenibile, per effetto dell’azione a tenaglia dell’IMU - alle aliquote massime sulla prima e sulla seconda casa - e della Tarsu calcolata per legge sull’estensione degli immobili posseduti (€. 7,17 al MQ), una sorta di “patrimoniale” mascherata. Una politica economica esiziale per Racalmuto, che sull’edilizia aveva costruito negli anni il proprio sviluppo economico. I nostri agricoltori, operai, commercianti che a partire dagli anni Sessanta avevano investito le risorse del loro lavoro nell’acquisto e nella costruzione di case, non preoccupandosi del loro futuro previdenziale, si trovavano a dover pagare le tasse sulla proprietà immobiliare con il reddito delle pensioni sociali, senza poter contare sui canoni degli eventuali contratti di locazione, perché in molti casi le famiglie in affitto non avevano più i soldi per pagare regolarmente. Una pianta organica progettata e definita negli anni Ottanta, il proselitismo coltivato negli anni del personale precario contrattualizzato e di pubblica utilità - quando questo personale era a totale carico della Regione Siciliana mentre adesso pesava sulle casse del Comune per circa duecentomila euro - diventavano una voce di spesa esorbitante e insostenibile per un Comune di poco più di ottomila abitanti, contribuendo a determinare le condizioni strutturali di dissesto. La conferma arrivava dall’elevato costo dei rifiuti posto a ruolo, sul quale gravava la spesa del personale comunale. Dichiarare il dissesto avrebbe comportato la messa in mobilità di circa venti unità del personale di ruolo, l’impossibilità di prorogare i contratti con i precari e le tasse sempre al massimo. Per i precari la Regione Siciliana erogava un contributo di circa un milione e duecentomila euro, senza quelle risorse sarebbero finite sul lastrico 76 persone e le relative famiglie e tutta l’economia racalmutese ne avrebbe risentito, perché quei soldi erano immessi nel mercato locale sotto forma di acquisti di beni e servizi.

Ci siamo dati degli obiettivi immediati: evitare il dissesto, salvare i contratti con i precari e ridurre le tasse.

Evitare il dissesto

La Commissione presso il Ministero dell’interno ha rilevato numerose criticità nel piano di Riequilibrio Finanziario, esprimendo parere negativo e di fatto bocciandolo. Con quei rilievi
affrontammo l’audizione innanzi alla Corte dei Conti nel mese di settembre. Uno sforzo corale dei nostri titolari di posizione organizzativa, del Segretario Generale, dell’amministrazione comunale, insieme ai risultati delle scelte compiute, ci ha permesso di illustrare la tenuta delle misure di risanamento alla Corte che ha dato via libera al Piano, ribaltando il giudizio negativo del Ministero. Così abbiamo evitato il dissesto e ci siamo proiettati sugli altri obiettivi.


Lavoratori precari

Racalmuto fu uno dei primi Comuni ad attivare la dichiarazione di predissesto, a poche settimane dalla legge che introduceva questa speciale procedura. La posizione di Racalmuto, che aveva già avviato un’azione di risanamento, rimaneva sottomessa alla normativa generale in tema di patto di stabilità, di limiti sulle assunzioni e sui contratti del personale. Le conseguenze erano paradossali: i costi dei servizi come l’asilo nido e la mensa scolastica dovevano essere posti a carico dei cittadini nella misura del 36%. O del 50% o Per mancanza di iscrizioni i servizi venivano chiusi, ma il personale rimaneva. Risultato: i costi a carico del bilancio rimanevano invariati, salvo un piccolo risparmio sulle spese di funzionamento della struttura e sulle spese di consumo, e i cittadini erano privati di un servizio fondamentale. Il piano prevedeva che i contratti a tempo determinato non potessero essere prorogati, salvo che non si ipotizzasse di metterli a totale carico della Regione, ma la norma nazionale non consentiva in ogni caso la proroga per rispettare i vincoli del patto di stabilità.

La proroga dei contratti era anche impedita, in generale per tutti i Comuni siciliani, dal quadro normativo. L’Europa aveva emanato una direttiva che vietava la reiterazione dei contratti a tempo determinato oltre i 36 mesi. Dunque, era necessaria una legge nazionale che autorizzasse la Sicilia a poter prorogare i contratti con i precari che duravano da oltre venticinque anni. Superato questo scoglio se ne parava un altro, come abbiamo detto, per i comuni come Racalmuto, che purtroppo erano pochi e la loro sofferenza suonava come una noce in un sacco vuoto.

La situazione era gravissima e andava affrontata con determinazione. Facemmo di Racalmuto, con i suoi settantasei precari a rischio licenziamento, l’epicentro di una mobilitazione con tutti i sindaci dell’agrigentino, parlamentari nazionali e regionali, organizzazioni sindacali. Scrivemmo emendamenti e manifestammo a Palermo, partecipammo alle commissioni istituite per concertare una soluzione, riuscendo infine ad ottenere la proroga senza gravare sulle casse del Comune. Erano salvi i nostri precari, era salva l’economia di Racalmuto.

La proroga dei contratti venne fatta a 18 ore. Nell’anno 2015, non appena avemmo contezza della previsione di spesa regionale in favore dei nostri contrattisti abbiamo deliberato un aumento delle ore, da 18 a 20.


Tasse

-         Tari

Sulle tasse, l’unica sulla quale potevamo intervenire era la Tari, perché l’addizionale Irpef e l’Imu erano fissate ai massimi dal Piano di riequilibrio finanziario. Innanzitutto riducemmo il ruolo Tarsu di circa trecentomila euro, attraverso una razionalizzazione delle spese di bilancio, inoltre mettemmo mano ai rapporti con la Gesa Ag2, alla quale le amministrazioni precedenti avevano
conferito l’incarico di curare l’accertamento e la riscossione degli anni pregressi. La Gesa aveva messo a ruolo circa cinquecento utenti ai quali inviava gli accertamenti anno dopo anno, incassando per proprio conto tutto.

Revocammo il mandato alla Gesa Ag 2 e procedemmo direttamente, sul finire dell’anno 2014, ad un accertamento massivo per individuare quanti negli anni pregressi non avevano mai pagato la tarsu o l’avevano pagata in misura inferiore, al fine di ripartire il costo del servizio tra tutti gli utenti: pagare tutti per pagare meno. Inoltre, un attento lavoro tra consiglieri comunali, ufficio tributi e amministrazione consentì di adattare l’accertamento alle reali condizioni di utilizzo degli immobili, proteggendo l’attività di recupero degli anni pregressi da qualsiasi aspetto vessatorio. Approvammo un regolamento per la rateizzazione del pagamento dei tributi, sì da permettere ai nostri concittadini di pianificare i versamenti agevolmente. Prevedemmo la restituzione di quanto incassato in favore di tutti i contribuenti della Tari, utilizzando le maggiori entrate per abbattere il costo del servizio nell’anno 2015. Siamo passati da un ruolo di €. 1.900.000,00 nell’anno 2013 a un ruolo di €. 1.050.000,00 nell’anno 2015.

Quest’anno, abbiamo abbattuto il costo reale del servizio di oltre trecento mila euro. Le maggiori entrate per gli accertamenti degli anni pregressi serviranno in parte a finanziare le riduzioni della tassa in favore degli anziani e dei disabili, per un importo totale di 150.000,00 euro, e in parte per abbattere il costo del servizio a carico di tutti i cittadini, sui quali non graverà alcun onere aggiuntivo rispetto allo scorso anno.

-         Imu agricola

Un balzello sulla proprietà fondiaria introdotto dallo Stato grazie ad una revisione dei criteri per la classificazione dei comuni montani, fatta con un Decreto Ministeriale del 28 novembre dell’anno 2014. L’aliquota di prima applicazione era fissa pari al 7,6 per 1000. Senza una previsione attendibile del gettito atteso, il governo nazionale determinò un taglio dei trasferimenti a valere dall’anno 2014 quando già il Comune di Racalmuto aveva approvato il bilancio. La tassa generò una forte reazione popolare e noi fummo in prima fila costituendoci nei diversi giudizi innanzi al Tar promossi contro il Governo Nazionale con la mediazione dell’Anci. L’anno 2015 occorreva stabilire l’aliquota tra un minimo e un massimo. Il piano di riequilibrio prevede che le tasse locali siano al massimo e per poter fronteggiare i collegati tagli nei trasferimenti, la proposta inizialmente approvata fu di fissare l’aliquota per l’anno 2015 al massimo. In considerazione del fatto che l’approvazione del piano di riequilibrio era avvenuta quando l’Imu agricola non era ancora applicabile al Comune di Racalmuto, dell’enorme carico fiscale che di conseguenza già gravava sulle famiglie di Racalmuto, grazie alla spinta del Consiglio Comunale e degli agricoltori, formulammo un quesito alla Corte dei Conti e nell’attesa revocammo la precedente deliberazione fissando l’aliquota ai minimi di legge.


IL PERSONALE

L’organizzazione del personale risentiva della stratificazione nel tempo delle diverse amministrazioni comunali, con limiti storici obiettivi dati dall’assenza in pianta organica dei profili
professionali di categoria superiore - soltanto un’unità di categoria D – e della figura dell’assistente sociale. Nessun investimento negli anni passati nella formazione, presenza imponente di personale precario contrattualizzato e non, che a prescindere dalla qualifica di appartenenza, si era trovato a svolgere funzioni non solo di supporto ma, in molti casi, aveva di fatto duplicato - se non sostituito nelle mansioni - il personale di ruolo. Quello che prima facevano gli impiegati di ruolo oggi era distribuito anche tra 76 contrattisti e 60 Asu. Il corpo dei Vigili Urbani, per effetto di precedenti mutamenti di mansione e dei pensionamenti ridotto a quattro unità di ruolo, tre di categoria C, una di categoria B, tre lavoratori contrattualizzati di categoria C. Negli anni si era formato personale contrattualizzato di categoria A, che non poteva assolvere alle funzioni di polizia municipale. Per porre rimedio a questa grave lacuna, abbiamo disposto la mobilità volontaria di un impiegato di ruolo e di una contrattista e aumentato le ore ai tre lavoratori contrattisti già in forze alla polizia municipale, senza gravare sul bilancio comunale ma attingendo al fondo previsto dalla Regione Siciliana per ripianare lo squilibrio della spesa dei precari.

Convinti assertori della separazione delle funzioni tra politica e burocrazia, abbiamo dato le nostre direttive e ci siamo astenuti dall’invadere il campo, lasciando che fossero i titolari di posizione organizzativa a gestire il personale. Senza dubbio l’avvento di un’amministrazione politica, dopo quasi tre anni di gestioni commissariali e azzeramento dei servizi a cagione della procedura di riequilibrio, ha dato un nuovo impulso all’attività amministrativa. Fondi Anas, case popolari, servizi sociali, servizi scolastici, iniziative culturali, monitoraggio dell’attuazione del piano di riequilibrio, riconoscimento dei debiti fuori bilancio, riaccertamento straordinario dei residui, la questione dell’acqua pubblica, l’oggettiva difficoltà a districarsi nel campo del servizio rifiuti e della relativa tassazione, hanno sottoposto la macchina burocratica ad una forte sollecitazione e ad un carico di lavoro che ha richiesto tempo per essere gestito e smaltito – si pensi alla mole dei servizi sociali attivati, agli accertamenti tributari e all’aggiornamento della banca dati, alla progettazione e messa a bando dei fondi anas, dell’ampliamento del cimitero, della piscina, alla graduatoria delle case popolari, alle iniziative culturali (quasi cento in due anni). Nel contesto dato, abbiamo registrato da subito alcune criticità. Il responsabile del servizio o il titolare di posizione organizzativa limita la propria azione all’impulso procedimentale, senza curare tempi e modalità di svolgimento dell’azione amministrativa, soprattutto quando nell’esecuzione è coinvolto altro personale. E’ carente il controllo, ci si limita ad emanare disposizioni di servizio senza verificare se e come alle medesime sia data esecuzione ad opera dei destinatari. La conseguenza sono ritardi e inefficienze, che rallentano gli obiettivi perseguiti e i risultati attesi e rischiano di appannare i progressi compiuti nell’affrontare e risolvere annose e strategiche questioni. Emblematico il servizio decoro urbano. In questo campo v’è un deficit organizzativo strutturale – mancato coordinamento nel puntuale acquisto delle materie prime, tute, sacchetti, filo per i tagliaerba, benzina, cemento, mattoni, dispositivi di protezione individuale, assenza di una puntuale verifica dell’esecuzione dei lavori. Per potenziare il servizio abbiamo richiesto che il personale di categoria A, che non fosse impegnato in mansioni corrispondenti, fosse utilizzato nei lavori di manutenzione e di decoro urbano, aderendo anche ad una puntuale richiesta del Consiglio Comunale. Abbiamo diviso il territorio comunale in nove zone assegnando due unità in ognuna di essa. Ogni zona è affidata al coordinamento di un impiegato di categoria C. I risultati si vedono, ma il modello stenta ad entrare a regime, ostacolato
non solo dalle carenze organizzative, ma anche dalle ristrettezze finanziarie, imposte dalla necessità di mantenere basse le spese correnti per la tenuta del Piano di riequilibrio, dalla mancanza di mezzi di trasporto. Avevamo previsto l’acquisto di due motocarri nel bilancio 2014, facemmo la delibera, ma l’ufficio non impegnò le somme. Approvato il bilancio 2015, vigente la norma che impediva gli acquisti se non tramite Centrale Unica di Committenza, abbiamo acquistato a fine dicembre 2015 un motocarro sul Mercato Elettronico della Pubblica Amministrazione che è stato consegnato pochi settimane fa. Siamo convinti che il servizio va migliorato per mettere a frutto le potenzialità impegnate. Riteniamo di dover coinvolgere nell’azione di sensibilizzazione e monitoraggio dell’efficacia del servizio di decoro urbano, l’intera comunità rendendo note sia le disposizione organizzativa che il personale assegnato alle zone.


Servizio di RSU e TARSU – TARI

La gestione e l’organizzazione del servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti risente della confusione normativa e della carenza infrastrutturale. L’istituzione degli Ato rifiuti ha sottratto ai Comuni la competenza in materia. I Comuni avrebbero dovuto trasferire all’Ato gli operatori ecologici che avevano in pianta organica. Il personale transitato all’Ato sarebbe stato comandato all’impresa che avrebbe svolto il servizio nei Comuni dell’Ato. Racalmuto non trasferì personale di ruolo ma lsu addetti al decoro urbano. L’Ato Gesa Ag 2 ha effettuato una gara nell’anno 2007 per due anni e da allora, di proroga in proroga, il servizio è stato gestito dal medesimo raggruppamento di imprese. I Comuni pagavano l’Ato Gesa Ag 2 trasferendo il ruolo tarsu, che non copriva, fino all’anno 2013, il 100% del costo del servizio, la parte rimanente era posta a carico del bilancio comunale. Il sistema andava in sofferenza strutturale: la bollettazione tarsu era fatta dopo oltre sei mesi di svolgimento del servizio, i comuni non pagavano tempestivamente il contributo a carico del bilancio comunale, i costi aumentavano a dismisura. Nel 2013 gli Ato sono stati messi in liquidazione e la nuova legge regionale li ha sostituiti con le Società di Regolamentazione dei Rifiuti (SRR) e con decreti e circolari successive sono state ampliate le condizioni per procedere al servizio di raccolta e smaltimento all’interno di Ambiti Territoriali Ottimali, formati anche da un singolo Comune purché con almeno 5.000 abitanti. Inoltre, nell’attesa che il nuovo sistema entrasse a regime e per sopperire alla carenza di liquidità degli Ato in liquidazione si dispose che i Comuni avrebbero dovuto pagare direttamente le imprese che svolgevano il servizio nel loro territorio. Al nostro insediamento il servizio di raccolta e trasporto rifiuti era così gestito: un auto compattatore con autista e due operai per sei ore al giorno; un auto compattatore con autista e due operai per tre ore al giorno; una spazzatrice con autista e un operaio per sei ore cinque giorni alla settimana; due unità addette allo spazzamento per quattro ore sei giorni alla settimana; due operai GE.SA. alla guida di due gasoloni per la raccolta nel centro storico; due operai Ge.Sa. addetti allo spazzamento; due operai Ge.Sa. al centro Comunale di Raccolta, gestito dalla Ge.Sa.. Il servizio prevedeva la raccolta dai cassonetti e il trasporto dei rifiuti in discarica, la spazzamento meccanizzato per cinque giorni alla settimana, lo spazzamento manuale – al quale attendevano anche quattro operai comunali

– lo svuotamento dei cestini, la pulizia dell’area mercatale con la spazzatrice meccanizzata. Sul Comune gravavano gli oneri di conferimento in discarica dei rifiuti, il costo della raccolta degli ingombranti, il costo dell’impianto di selezione e trattamento della frazione secca del rifiuto, frutto della raccolta differenziata, gli oneri di funzionamento e gestione dell’Ato Gesa Ag 2. Quest’ultima
fino all’anno 2012 svolgeva la bollettazione della Tarsu per conto dei Comuni e fino al 2013 anche l’accertamento per le annualità pregresse a partire dall’anno 2006. Posti in liquidazione gli Ato, il sistema entrò nel caos: l’Ato Gesa Ag. 2 era in liquidazione e non poteva più bandire gare; la competenza era delle SRR o degli Aro, che non erano ancora entrati in funzione. I rifiuti dovevano essere raccolti e smaltiti. Il Comune di Racalmuto con la Commissione Straordinaria insieme agli altri Comuni prima gestiti dall’Ato Ge.Sa. Ag. 2, con il conforto della Regione, individuarono nell’ordinanza ex art. 191 D.lgs n. 152/2006 lo strumento per poter gestire il servizio prorogando il contratto che era stato stipulato nell’anno 2007 dalla Gesa Ag. 2, ogni Comune per la parte relativa ai servizi afferenti al proprio territorio. La Commissione Straordinaria aveva deliberato la costituzione di un Aro con Grotte e Castrofilippo, che la Regione Siciliana doveva approvare. Al nostro insediamento proponemmo alla ditta che gestiva il servizio una rivisitazione per far partire la differenziata, ma dopo una disponibilità iniziale limitatamente al centro storico, la società si rifiutò. Il rapporto con il Comune non era stabile, andava avanti tramite ordinanze, e la società non intendeva sobbarcarsi oneri diversi. Inoltre, il Comune di Racalmuto pagava a novanta giorni, circostanza che era contestata dalla ditta. Quanto al rapporto con l’Ato Gesa Ag 2, contestammo i bilanci, perché in essi figurava un debito a carico del Comune di Racalmuto, nascente dalla parte del ruolo non riscosso e dalla parte dei trasferimenti non erogati dal Comune, per gli anni 2010, 2011 e 2012. Infatti, in quegli anni solo una parte del costo del servizio era iscritta a ruolo e messa in bolletta, la rimanente parte era a carico del bilancio comunale. Nei bilanci Ge.SA., però, non figurava il credito per la medesima parte del ruolo non riscosso e il credito degli avvisi di accertamento relativi agli anni pregressi. Fummo l’unico Comune a votare contro il bilancio, come facemmo, sempre in solitudine, anche negli anni successivi per le medesime ragioni. Inoltre, riuscimmo a revocare la delibera che concedeva alla Gesa Ag 2 l’accertamento e la riscossione per gli anni pregressi. Approvato l’Aro dalla Regione Siciliana, l’ufficio tecnico lavorò al piano economico finanziario. Il Consiglio Comunale di Racalmuto bocciò il piano e l’idea dell’Aro con i Comuni di Grotte e Castrofilippo, perché ritenuto troppo esoso, dando mandato all’amministrazione di valutare la possibilità di gestire il servizio in house providing, attraverso la costituzione di una società pubblica comunale. Consultammo tecnici, professionisti ed istituti bancari i quali tutti, anche a causa delle condizioni di Comune in pre dissesto finanziario, valutarono non sussistenti le condizioni per la costituzione di una società per la gestione in house. Al fine di ridurre i costi, decidemmo di eliminare il servizio di spazzamento meccanizzato. Il servizio subì un rallentamento e nel giro di una decina di giorni la piazza Barona venne invasa dai rifiuti. Diffidammo la società ad intervenire senza oneri aggiuntivi, al suo rifiuto chiedemmo l’intervento dell’Ato Gesa Ag 2 e ripulimmo la piazza. La società annunciò il licenziamento in tronco di due operai di Racalmuto. Occorre ricordare che la Regione Siciliana nei Decreti Assessoriali, nelle Circolari e nelle Ordinanze Presidenziali intimava che la riorganizzazione del servizio dovesse mantenere i livelli occupazionali. Anche l’approvazione dell’Aro Racalmuto Grotte Castrofilippo era così condizionata. Ci trovavamo senza Aro approvato, in regime di ordinanza, con un incipiente conflitto sindacale. Inoltre, la mancanza della spazzatrice meccanizzata richiedeva un potenziamento dello spazzamento manuale, al quale adibimmo i due operai prima addetti a quello meccanizzato. Il Consiglio Comunale infine approvò l’Aro, coincidente con il territorio di Racalmuto, ed un piano di intervento aperto alla gestione mista, con i servizi di trasporto appaltati all’esterno e quelli di raccolta e spazzamento internalizzati. Le ordinanze ex art. 191 potevano essere reiterate per diciotto mesi, che stavano per scadere. Insieme agli altri Sindaci chiedemmo un incontro con il Prefetto, con il Presidente della Regione, al fine di concordare una linea comune da adottare, perché nessun Comune era in grado di partire secondo il modello previsto dalla legge. Il piano del personale predisposto dalla SRR non era stato ancora approvato dalla Regione, molti Comuni non avevano il piano Aro approvato, chi lo aveva non aveva il piano di intervento approvato dalla Srr e dalla Regione, i quali presidiavano il principio della conformità del Piano Aro al Piano della Srr ai fini del mantenimento dei livelli occupazionali. Rimaneva la strada delle ordinanze contingibili ed urgenti per ragioni igienico sanitarie. A quel punto, anche su nostra proposta, si convenne che, pur in assenza di piano, si procedesse ad individuare la ditta attraverso una procedura di evidenza pubblica, per cui demmo disposizione agli uffici di approntare un cottimo fiduciario della durata di quattro mesi. Se lo aggiudicò una ditta diversa da quella che svolgeva il servizio a Racalmto, con il 30% di ribasso. Il personale del cantiere operativo ha diritto ad essere assorbito dalla ditta subentrante, ma la ditta cedente comunicò un elenco dove figuravano ore lavorate che l’ufficio tecnico non riconosceva. Intervenne anche il sindacato e facemmo un incontro insieme alla ditta aggiudicataria e all’ufficio tecnico. La ditta rinunciò all’aggiudicazione, temendo il conflitto sindacale, non ravvisando una convenienza economica atteso il ribasso già effettuato e il possibile scontro in sede di esecuzione del servizio. Scorremmo la graduatoria, ma anche la seconda ditta, per motivazioni sostanzialmente analoghe, alla fine rinunciò. Facemmo un nuovo bando e, nel mese di marzo 2016, dopo un anno, riuscimmo ad aggiudicare il servizio all’impresa che lo svolgeva a Racalmuto, con il 53% di ribasso.


Raccolta differenziata

Siamo pronti. Abbiamo previsto un servizio di tracciabilità dei rifiuti. Ogni utente sarà dotato di codice a barre che dovrà applicare in ogni sacchetto, nel centro storico si provvederà alla raccolta porta a porta dei diversi sacchetti contenenti carta, plastica, vetro, alluminio, umido, mentre nelle altre zone si conferiranno nei cassonetti. In ogni sacchetto l’utente avrà apposto il proprio codice a barre, che sarà letto al CCR e il sacchetto pesato. Accedendo ad una piattaforma online l’utente saprà in tempo reale il peso del rifiuto conferito. Il monitoraggio consentirà di riconoscere ad ogni utente in ragione di quanto rifiuto avrà differenziato una riduzione in bolletta, consentirà anche di individuare chi non ha ancora chiaro come si differenzia il rifiuto per poterlo assistere ed informare direttamente, consentirà anche di individuare chi non fa la raccolta differenziata e prevedere un aumento a suo carico nella bolletta. Inoltre, abbiamo avviato una competizione virtuosa tra i due impianti di selezione più vicini al nostro Comune e siamo riusciti ad abbattere i costi di selezione e trattamento rispetto alle previsioni iniziali. La riduzione del conferimento in discarica, l’aumento dei contributi per la vendita dei rifiuto differenziato porterà ad un ulteriore abbattimento dei costi, proteggerà l’ambiente, personalizzerà la bolletta.

In questi due anni, nonostante la grande confusione normativa, la rigidità del sistema, siamo intervenuti agendo sulle leve che erano nella nostra disponibilità: riducendo il costo del servizio da 1.900.000,00 euro dell’anno 2013 a 1.329.000,00 euro previsti per quest’anno. Ci siamo riappropriati dell’attività di accertamento degli anni pregressi e siamo stati previdenti, perché alla fine dello scorso anno l’Aipa, la società che effettuava la riscossione per conto della Gesa Ag 2, è fallita ed è toccato a noi correre ai ripari per evitare il danno erariale, poiché essa continuava a gestire i ruoli ordinari sino all’anno 2012. Gli incassi degli accertamenti degli anni pregressi sono restituiti ai cittadini utenti abbattendo i costi del piano finanziario. Quest’anno il ruolo sarà di circa 1.000.000,00 di euro e in più saranno applicate riduzioni in bolletta per anziani e disabili per circa 150.000 euro.


Un modello nuovo

La città al governo

Il nostro lavoro per i primi sei mesi è stato condizionato dall’assenza del bilancio e dalla possibilità di utilizzare le previsioni di spesa del bilancio precedente in dodicesimi. Molti di quei capitoli per spese correnti e per i servizi sociali erano azzerati, i fondi Anas e i fondi per l’ampliamento del cimitero erano andati in economia e dovevano essere riprogrammati nel nuovo bilancio.

Il primo segnale che abbiamo voluto lanciare è stato quello della collegialità e della partecipazione. Un nuovo modello di governo dell’ente locale, dove le scelte non sono calate dall’alto ma il frutto di concertazione con tutte le forze politiche di maggioranza e di minoranza e con la società civile organizzata. La ricostituzione del patto sociale tra cittadini e governanti, il recupero dell’immagine e del ruolo che storicamente Racalmuto, il paese di Pietro D’Asaro e Leonardo Sciascia, aveva nel contesto provinciale, regionale e nazionale, richiedevano sforzo, impegno e umiltà. Occorreva testimoniare fattivamente e operativamente che la richiesta di aiuto e collaborazione fosse autentica e disinteressata e non una mera dichiarazione di principio oltre la quale si nascondeva la politica degli “amici” e dei “compari”, dei distinguo tra chi era vicino al potere e chi no. Porte aperte, nel vero senso della parola; chiunque, a qualsiasi ora, sarebbe stato ricevuto e ascoltato dal Sindaco e dagli Assessori con l’unico obiettivo di realizzare insieme per il bene comune e nell’interesse comune. Abbiamo voluto dare un segnale “fisico”: Sindaco e Giunta lavorano, incontrano, discutono in un’unica stanza, perché i diversi rami dell’amministrazione crescono lungo un unico albero ed una crescita armoniosa richiede il coinvolgimento e la consapevolezza di tutti i responsabili.


Le Associazioni

Abbiamo subito convocato le associazioni per stilare un programma per la Festa del Monte e per le iniziative estive; indetto un pubblico incontro con professionisti ed imprenditori per discutere il piano triennale delle opere pubbliche e l’utilizzo dei fondi Anas.

Insieme agli esercenti di bar, ristoranti e pizzerie abbiamo concordato di utilizzare gli spazi per i parcheggi antistanti i locali per mettere i tavoli fuori, con chiusura del traffico, al fine di favorire e dare ordine alle loro attività.

Grazie alle nostre associazioni, siamo riusciti a realizzare un’intera settimana di iniziative a seguire i festeggiamenti di Maria SS del Monte, mettendo a loro disposizione il palco, le luci e l’amplificazione. A seguire tornei di basket nelle piazze, presentazioni di libri, caffé concerti. Il Comune dà il patrocinio consistente in supporto logistico, palchetto e chiusura del traffico. Senza
soldi siamo riusciti a sviluppare appuntamenti che si poggiano sull’intraprendenza e la professionalità delle nostre associazioni.

Abbiamo istituito l’Albo delle Associazioni e queste sono divenute l’interlocutore primario e principale per la promozione delle attività sociali. Insieme a loro abbiamo affrontato le questioni irrisolte, che tanta tensione avevano creato negli anni: la sfilata dei cavalli durante la Festa del Monte, la sfilata dei Carri di Carnevale. Abbiamo messo attorno a un tavolo Polizia Municipale, Carabinieri, Asp Veterinaria, Protezione Civile e nell’anno 2015 la Festa del Monte ha visto la tradizionale sfilata di cavalieri svolgersi sotto un servizio d’ordine perfetto e con l’egida delle autorizzazioni. Allo stesso modo si è proceduto per il Carnevale, i carri debitamente autorizzati, collaudati, forniti di assicurazione hanno potuto sfilare per le vie del paese senza intoppi. Una festa e un’allegria come non si vedevano da anni.

E’ un modulo organizzativo di grande respiro sociale: l’organizzazione di una manifestazione scaturisce dal concorso di tutti, giovani e associazioni promotori, amministrazione locale, polizia municipale e ufficio tecnico comunale, carabinieri, asp, protezione civile. Ciascuno partecipa con la funzione che la legge gli assegna, con l’obiettivo finale della migliore riuscita della manifestazione. Matura in ognuno la consapevolezza dei ruoli, nei giovani, in particolare, la responsabilità per il rispetto delle regole, per l’ordine, l’importanza delle relazioni con le autorità. Queste ultime non sono più le fredde custodi di una regola, ma coloro che aiutano a trovare le giuste soluzioni, perché le regole che presidiano ogni manifestazione siano rispettate. La comunità si organizza e si riconosce nelle sue diverse articolazioni, si esalta il senso dell’impegno comune per il bene comune.

Abbiamo recuperato la Pro Loco, istituzione culturale riconosciuta dal nostro Statuto Comunale, attribuendole il ruolo di punto di coordinamento delle diverse associazioni, incontrando nei loro Presidenti, Sergio Romano prima e Andrea Sciascia poi, persone sensibili, intelligenti e disponibili. Festa del Monte, Natale, Carnevale, Estate Racalmutese sono l’espressione felice di questo connubio. Ma il potenziale è elevato e si è visto da ultimo con la ripresa della tradizionale sfilata per il Primo Maggio e con la prima edizione di Racalmuto Fest, che i giovani dell’associazione Cento Mani per la Comunità hanno organizzato in onore di Maria SS del Monte.

Abbiamo tanto investito sulle nostre associazioni e avevamo ragione. Il costante coinvolgimento del mondo associativo nella programmazione delle iniziative, l'assistenza e il supporto logistico hanno fatto crescere l'entusiasmo e moltiplicato il desiderio e la voglia di partecipare. Occorreva aprire le porte e il talento di uomini e donne, giovani, ragazzi e bambini si è sprigionato con gioia, impegno, responsabilità e tanta, tanta sensibilità artistica. Non è solo divertimento e spettacolo. Dietro ogni iniziativa ci sono sforzo, disciplina, capacità organizzativa. Dentro ogni iniziativa c'è la condivisione di valori: solidarietà, legalità, senso civico, tutela dell'ambiente, cultura delle tradizioni, rispetto del territorio, amore per lo sport. Uno scambio di emozioni, che dà le coordinate giuste ai nostri ragazzi. Chi frequenta le associazioni pratica e sperimenta la bellezza delle arti, chi assiste alle loro iniziative nutre e arricchisce lo spirito. Con poche risorse ma grande ingegno si può fare moltissimo. Ne abbiamo avuto prova in occasione della Festa del Monte, del Natale, del Carnevale, del Primo Maggio e conferma con Racalmuto Fest che ha mobilitato centinaia di ragazzi. Soprattutto è lo spirito corale che caratterizza questa nuova stagione. Accanto alle singole
manifestazioni che ogni associazione organizza per suo conto, matura la consapevolezza di poter lavorare in gruppo e moltiplicare l'impatto degli eventi sulla comunità. Nel coordinare i tempi e gli appuntamenti si affina la tecnica organizzativa, si accresce la fiducia nelle proprie capacità e si è portati a pensare in grande. Nel supporto e sostegno reciproco il potenziale delle nostre associazioni si moltiplica e le piazze e le strade si riempiono e colorano di entusiasmo.


La Scuola

Ha un ruolo strategico nel rilancio della nostra comunità. Una classe docente all’avanguardia, guidata dalla dirigente dott.ssa Maria Pia Raimondi, è un punto di riferimento essenziale per l’educazione e la formazione dei nostri ragazzi. Consapevoli di tanto, siamo stati sempre presenti ad ogni iniziativa e manifestazione per testimoniare ad alunni, docenti e personale tecnico, il rilievo sociale e culturale della nostra scuola. Abbiamo coinvolto la nostra scuola nelle iniziative più importanti, colorando con l’entusiasmo e la partecipazione di bambini e ragazzi le nostre Feste Civili. La politica di attenzione e coinvolgimento è consistita anche nell’erogare servizi e negli investimenti.


-         Servizi Scolastici Comunali

Abbiamo ereditato un comune in grave crisi finanziaria e siamo riusciti, già nell’ anno di insediamento a far partire servizi essenziali, che erano stati soppressi, come lo lo scuolabus - funzionale al trasporto scolastico e alle visite guidate nel nostro territorio presso i frantoi, le miniere ed altri luoghi di interesse.

Nel mese di maggio di quest’anno abbiamo attivato in via sperimentale un servizio di trasporto per gli alunni della scuola media, che sta dando ottimi risultati.

Così come fin dall’anno di insediamento abbiamo attivato il servizio di assistenza igienico-personale ai disabili, siamo stati tra i pochi comuni che, dopo la soppressione del servizio a carico delle Province, hanno nell’anno 2015 attivato il servizio di assistenza alla comunicazione lis per n 3 alunni audiolesi, ed erogato all’inizio dell’anno scolastico un contributo alla scuola per l’acquisto di materiale di consumo.

Abbiamo attivato il progetto ODS - operatore doposcuola specializzato - presso il Centro Sociale Prof. Alfonso Scimè con due educatrici abilitate in didattica speciale che offrono sostegno didattico a circa 15 bambini con difficoltà scolastiche, nonostante il progetto ne prevedesse un massimo di 10. E’ andato così bene che le famiglie hanno richiesto il prolungamento del servizio.

Nell’anno scolastico 2014/2015 abbiamo avviato il progetto “Verso l’Europa” rivolto ai ragazzi della scuola media per l’insegnamento delle lingue straniere con insegnanti madre lingue; nel corrente anno lo abbiamo esteso ai ragazzi della scuola primaria e avviato un corso per la preparazione agli esami “Trinity”, correlati ai livelli del Quadro Comune Europeo di Riferimento, utilizzando l’apposito Manuale edito dal Consiglio di Europa.

Abbiamo adottato il progetto nazionale “Nati per leggere” promosso dall’Associazione Italiana Biblioteche, l’Associazione culturale Pediatri e il Centro per la Salute del Bambino, rivolto ai
bambini della scuola dell’infanzia. L’amministrazione ha acquistato il libro ….. e la biblioteca aiuterà i bambini e i loro genitori a scegliere cosa leggere, mettendo a disposizione i titoli migliori. Sono previste letture guidate, con metodi che stimolano la curiosità e l’interesse dei bambini.

Abbiamo messo a disposizione della scuola dieci unità selezionate con le borse lavoro.

Abbiamo discusso nella commissione consiliare e approvato in Consiglio per l’anno 2015/2016

l’istituzione di un fondo scolastico di solidarietà sociale per gli alunni delle famiglie bisognose,

finalizzato all’acquisto di materiale e di servizi per la scuola.

E’ un aiuto che abbiamo dato anche nell’anno 2014/2015, contribuendo ai viaggi di istruzione.

Insieme all’insegnate della Scuola Media Conti abbiamo avviato un progetto di sensibilizzazione e informazione sulla raccolta differenziata.

Abbiamo sposato la proposta del Consiglio di Istituto di intitolare l’Istituto Comprensivo di Racalmuto allo scrittore Leonardo Sciascia, ferma restando l’intitolazione storica dei diversi plessi della scuola – Generale Macaluso e Marco Antonio Alaimo per la scuola primaria, Lauricella per la scuola dell’infanzia, Pietro D’Asaro per la scuola media.


-         Investimenti

La creazione di una nuova strada di accesso, di un parcheggio e di uno spazio gioco nella scuola dell’infanzia Lauricella, la ristrutturazione della palestra della scuola elementare Generale Macaluso, la ristrutturazione dei locali dell’asilo nido, il rifacimento del campo di basket adiacente alla scuola media, che saranno consegnati da qui a poco.

Dopo il crollo di una parte del soffitto in un aula della scuola media Pietro d’Asaro, verificatosi nell’anno 2015, abbiamo partecipato con il nostro Ufficio Tecnico ad un bando, riuscendo ad ottenere un finanziamento di oltre settecento mila euro per l’efficientamento energetico e la sicurezza della scuola media. I lavori sono già stati appaltati e inizieranno a breve.

Abbiamo dato priorità agli interventi di manutenzione ordinaria dei nostri edifici scolastici, grazie al nostro personale tecnico.

Abbiamo investito sulla sicurezza riuscendo ad ottenere un finanziamento per le indagini diagnostiche sulla staticità e sicurezza dei soffitti e degli intonaci di tutti i nostri edifici scolastici.

L’IPIA di Racalmuto, vive una stagione di grande crisi e di flessione delle iscrizioni, che gli ha fatto perdere l’autonomia, anche in ragione della riforma scolastica, che ha dimensionato gli istituti in relazione alla popolazione scolastica. Al nostro insediamento abbiamo affrontato la necessità di trasferire la sede, poiché l’immobile di Via Filippo Villa sarebbe stato interessato da lavori di ristrutturazione. Grazie alla collaborazione dell’Arciprete Don Diego Martorana, siamo riusciti a
trovare una soluzione comoda e agevole adattando la “Casa Rosa” a sede dell’Itsituto. Ci siamo battuti lo scorso anno per salvare la classe prima e ci siamo riusciti. L’Ipia di Racalmuto è stato uno dei pochi Istituti in Sicilia ad ottenere la deroga, rispetto agli iscritti. I locali di via Filippo Villa interessati da importanti lavori di consolidamento e ristrutturazione realizzati dall’ex Provincia Regionale di Agrigento, iniziati nel mese di settembre dell’anno 2014 sono stati consegnati pochi giorni fa al dirigente scolastico.


La Chiesa

Luogo di formidabile coinvolgimento e formazione sociale, la Chiesa di Racalmuto nell’azione sua propria di proselitismo, sotto la guida sensibile e attenta dell’arciprete Don Diego Martorana, è un baluardo per la tenuta sociale della nostra comunità. In quell’alveo si muovono gli Scout e l’Azione Cattolica palestre di impegno sociale per i giovani - e non solo - che li animano e per i bambini e i ragazzi che li frequentano. Nella fede si promuovono i valori della solidarietà, della tolleranza, dell’accoglienza, della legalità. Siamo al fianco della Chiesa, per dare l’esempio, per riconoscere l’importanza del suo ruolo, per dare e trarre forza, e nelle nostre iniziative vogliamo che la Chiesa sia al nostro fianco. La crisi economica non deve tradursi in crisi sociale e laddove la comunità si incontra, si riunisce, per pregare, riflettere, confortarsi, divertirsi, aiutarsi, noi dobbiamo esserci per fare la nostra parte. Nell’anno del Giubileo e della Misericordia tante le iniziative messe in campo, alle quali il Comune non ha fatto mancare il necessario supporto logistico.


I Carabinieri

La legalità e l’ordine pubblico non possono prescindere da una stretta collaborazione con la locale Stazione dei Carabinieri. Insieme ai Carabinieri abbiamo incontrato le associazioni condividendo l’organizzazione delle diverse iniziative. Insieme abbiamo discusso la migliore definizione degli orari di apertura e chiusura dei pubblici locali e delle manifestazioni di pubblico spettacolo, coinvolgendo gli stessi operatori per coniugare le esigenze ricreative, commerciali, dell’ordine pubblico e del rispetto della quiete pubblica. Insieme per diffondere la cultura della legalità e della solidarietà, grazie alla sensibilità, all’impegno, alla professionalità del comandante della locale stazione Maresciallo Alessandro Costa ottimamente coadiuvato dal Maresciallo Fabio Petricone.


Il Consiglio Comunale

Il luogo di rappresentanza degli interessi della nostra comunità, nel rispetto dei ruoli della maggioranza e della minoranza, è stato puntualmente coinvolto nelle questioni fondamentali e generali della nostra comunità. Una stretta sinergia tra consiglieri di maggioranza e giunta e tra questi e le forze politiche. Sindaco Giunta e Consiglio sono riusciti a mettere nei giusti binari investimenti strategici per la collettività che segnavano il passo da molti anni.


-         Fondi Anas e Centro Storico

I Consigli Comunali precedenti li avevano più volte e diversamente distribuiti, senza mai utilizzarli. Circa 300.000 euro furono investiti dalla Commissione Straordinaria in lavori alla M.A. Alaimo e all’Asilo Nido. Con il concorso delle forze di maggioranza e di minoranza e a seguito di un’Assemblea Cittadina, abbiamo deciso di concentrare i fondi per interventi nel Centro Storico, per sistemare alcune strade urbane, gli spazi pubblici attrezzati e una strada di urbanizzazione. Il nostro Centro Storico è in grande decadimento strutturale. Le scelte urbanistiche degli anni Ottanta hanno determinato lo sviluppo della nostra Città fuori dall’agglomerato tradizionale, mentre soltanto pochi anni fa è stato approvato un Piano di Recupero di un’area del Centro Storico. Gli investimenti edilizi nelle zone di espansione, la caduta demografica, la crisi economica, la stretta creditizia, l’assenza di strumenti urbanistici attuativi e, da ultimo, l’aggravarsi del prelievo fiscale sulla proprietà immobiliare, hanno nel tempo e costantemente sottratto risorse materiali e umane al centro storico. La scelta di spostare il mercato del sabato, per ragioni di ordine pubblico, ha reso ancor più evidente la necessità di una strategia di rilancio e riqualificazione del nostro Centro Storico. I fondi Anas, pertanto, questa amministrazione li spenderà in massima parte per l’asse viario Teatro Castello, per il Castello Chiaramontano, per la P.zza Barona, per la strada che conduce alla Fontana del Raffo, per il prospetto della Fondazione Sciascia e per la strada che la costeggia e porta alla stazione, oltre a ristrutturare alcuni importanti spazi pubblici. Risorse straordinarie per un investimento straordinario. Gli incarichi di progettazione sono stati aggiudicati dopo una serie di gare che hanno coinvolto tutti i professionisti locali, secondo un criterio di massima trasparenza. Inoltre abbiamo bandito un concorso di idee per la progettazione dell’asse viario Teatro Castello, nominando una commissione aggiudicatrice con un rappresentante del Consigli dell’Ordine degli Architetti, uno del Consiglio dell’Ordine degli Ingegneri con la Presidenza del nostro Prof. Giuseppe Agnello, artista e scultore, docente all’Accademia delle Belle Arti di Palermo. Abbiamo istituito la Fiera di Regalpetra nella prima settimana di maggio per rivitalizzare il corso principale. Abbiamo corretto il vecchio regolamento edilizio per adeguarlo al nuovo e consentire di poter insediare attività economiche anche nei magazzini del Centro Storico che non avevano i requisiti in altezza. Occorre ancora tanto da fare, perché è necessario coinvolgere capitali e investitori privati. Certamente l’investimento del Comune è un passo necessario e fondamentale.


-         Tasse e rifiuti

Quando ci siamo insediati, nonostante sei mesi fossero già andati, siamo riusciti a ridurre il costo del servizio di nettezza urbana - che nell’anno 2013 aveva raggiunto l’importo di €. 1.956.000,42 - di  oltre €.  300.000,00,  i  nostri  concittadini  hanno  beneficiato  nell’anno  2014  di  riduzioni, diversificate per effetto del passaggio dalla Tarsu alla Tari, da un massimo di €. 500,00 (casa di abitazione di 100 mq con unico occupante), ad un minimo di €. 130,00 (casa di abitazione di 100

mq con sei o più occupanti).

In un anno abbiamo invertito una tendenza all’aumento che aveva gettato nello sconforto la nostra comunità. Ridurre il costo del servizio e far concorrere tutti al pagamento, per portare la tassa a livelli accettabili. Con questo scopo, abbiamo promosso una campagna di accertamenti massiva e chiesto la collaborazione dei nostri concittadini per un'opera basilare di censimento delle utenze, L'intento non era vessatorio, bensì solidaristico: pagare tutti per pagare meno. Insieme al Consiglio Comunale ci siamo preoccupati di limitare i rischi che il recupero di quanto non pagato negli anni risultasse oneroso ed iniquo. Basandoci sull'esperienza degli uffici e sulle reali condizioni dell'utenza abbiamo individuato diverse casistiche, dalle seconde case utilizzate per pochi mesi all'anno, ai magazzini e alle pertinenze, per i quali si è sostanzialmente scongiurata la duplicazione della tassa. Inoltre abbiamo approvato un regolamento che rendesse agevole la rateizzazione delle somme dovute. Circa 800 nostri concittadini hanno richiesto l'accertamento con adesione. Tantissimi contribuenti hanno deciso di concordare il pagamento della tassa dovuta anche per gli anni successivi a quelli dell'accertamento. E’ un lavoro che ha impegnato tutti: i nostri concittadini che si sono recati presso gli sportelli comunali per fare annullare gli avvisi loro recapitati per somme non dovute; i contribuenti che hanno cooperato al censimento delle abitazioni ricorrendo all'accertamento con adesione; l'ufficio tributi che ha svolto un lavoro di correzione, aggiustamento e suggerimento, in contraddittorio con i contribuenti; i consiglieri comunali di maggioranza che, in un positivo confronto con i colleghi della minoranza, hanno raccolto le istanze dei cittadini traducendole in atti di indirizzo e in regolamenti che hanno orientato il lavoro degli uffici.

L’incasso degli accertamenti è ridistribuito a tutti i contribuenti, perché portato in detrazione dai costi del servizio dell’anno in corso. Scaduti i poteri di ordinanza, a partire dal mese di maggio insieme all’Ass. Paolo Alessi abbiamo rivisto il servizio, riducendolo di quasi €. 15.000,00 mensili. L'assessore Salvatore Manto ha monitorato l'attività di accertamento, coordinato l’elaborazione del piano economico e finanziario e la formazione delle tariffe, in costante collegamento con la commissione consiliare. Grazie a questa sinergia, il Consiglio Comunale ha deliberato un piano economico e finanziario che fissa in €. 1.050.000,00 il costo del servizio iscritto a ruolo per l'anno 2015. La tassa sui rifiuti per l’anno 2013 pesava circa €. 800,00 su una casa d'abitazione di 100 mq; nell’anno 2015 una famiglia media di quattro componenti con una casa d’abitazione di 100 mq si è vista recapitare una bolletta di €. 365,00, con un risparmio di ben 435,00 euro. Nell’anno 2016 abbiamo ridotto il costo del servizio di trecentomila euro e utilizzando gli incassi degli accertamenti degli anni precedenti, abbiamo previsto €. 150.000,00 di riduzioni in favore degli anziani e dei disabili, senza gravare sulla platea dei contribuenti per i quali il costo dei servizi iscritto a ruolo è rimasto inalterato rispetto all’anno precedente. Si abbattono i costi, si mantiene bassa la tassa, si introduce un meccanismo di solidarietà prima inesistente.

Siamo consapevoli che c’e molto ancora da fare per censire la base imponibile e ridurre i costi del servizio. Per conseguire l’obiettivo dobbiamo moltiplicare gli sforzi e chiedere la collaborazione di tutti. 

-         Servizi Sociali

Riannodare la trama dei servizi sociali è stata la priorità della nostra amministrazione. La situazione di predissesto aveva determinato un sostanziale azzeramento dei servizi, aggravando la già difficile condizione economica e sociale di numerose famiglie del nostro paese.

L’elenco dei tagli effettuati nei servizi per i cittadini era abbastanza lungo: dalla chiusura dell’asilo nido comunale, alla corriera cittadina, al servizio mensa scolastica e allo scuolabus. Non sono stati risparmiati nemmeno, i sussidi economici per le famiglie bisognose o per i malati oncologici, i servizi per l’infanzia e l’adolescenza, tantomeno, i contributi e i progetti per le nostre scuole. Con

un    grande     impegno      ed    un    grosso     sforzo,     lo     strumento      finanziario             proposto
dall’Amministrazione Comunale è stato quello di prevedere – sempre entro i limiti del risanamento dei conti - più risorse per i servizi sociali, le scuole, i disabili, gli anziani, le famiglie e i giovani in difficoltà.
La vastità degli interventi necessari e l'urgenza assoluta di dare risposta immediata alle numerose persone e famiglie che vivono un momento di particolare difficoltà o fragilità, ha richiesto da parte nostra particolare attenzione e sensibilità per questo settore. E’ stato necessario lo sforzo e il contributo di tutti: sindaco, giunta, consiglieri, ufficio dei servizi sociali, forze politiche, scuola, chiesa, carabinieri, associazioni e organizzazioni di volontariato, sotto l’infaticabile regia, l’entusiasmo e la professionalità dell’assessore ai Servizi Sociali Dott.ssa Carmela Matteliano. Principio base e irrinunciabile è stato quello di non privare i cittadini dei servizi essenziali loro destinati procedendo ad una ottimizzazione delle spese senza trascurare la qualità dei servizi erogati.

Innanzitutto abbiamo rimediato ad una grave lacuna della nostra pianta organica, instaurando un rapporto di consulenza con l’assistente sociale, selezionata con procedura di evidenza pubblica, la dott.ssa Eleonora Bordonaro. Abbiamo individuato nel Distretto Socio Sanitario uno strumento imprescindibile per poter finanziare le misure di assistenza, altrimenti non erogabili stante le precarie condizioni del bilancio. Tuttavia, nonostante abbiamo partecipato attivamente agli incontri e alle programmazioni, registriamo un notevole ritardo nell’attività di progettazione. Il nostro Comune ha fornito un’unità di supporto insieme a pochi altri comuni.

Abbiamo recuperato un progetto già finanziato dalla Regione Siciliana “Tutti Insieme per la legalità” che giaceva nei cassetti dall’anno 2011, con il quale abbiamo coinvolto per tre mesi ventotto giovani disoccupati racalmutesi. Abbiamo attivato 66 borse lavoro, ferme da anni per la mancanza dell’assistente sociale, coinvolgendo strutture pubbliche e private; distribuito 116 bonus socio sanitari che erano fermi dall’anno 2010, e altri 56 nell’anno 2015; completato il progetto di assistenza domiciliare agli anziani, che ha interessato 16 famiglie e si è concluso nel novembre 2014; stipulato la convenzione con il Ministero di Grazia e Giustizia per lo svolgimento di lavori di Pubblica Utilità per le persone condannate; garantito il servizio di ricovero anziani e disabili nelle strutture assistenziali, otto persone ricoverate in totale. Il Comune partecipa alla retta, in relazione alle condizioni economiche dell’utente. Il costo a carico del Comune è di circa 100.000,00 euro. I minori ricoverati nella comunità alloggio erano quattro nell’anno 2014, per un costo di circa 50.000,00, scesi a due nell’anno 2015 per un costo di circa 25.000,00 euro.

Nel nostro Comune, dall’anno 2013, operava una comunità per l’accoglienza dei minori stranieri non accompagnati, con la quale era in vigore una convenzione che fissava il costo per l’ospitalità in €. 76,00 pro die, a carico del Comune, con rimborso di €. 20,00 disposto dal Ministero del lavoro e delle Politiche Sociali. La Comunità, a seguito dei controlli effettuati dai carabinieri e dalla polizia municipale è stata chiusa con ordinanza sindacale e la convenzione risolta per inadempimento. Nell’anno 2015 un’altra struttura ha aperto. Non è il Comune che autorizza queste strutture, ma la Regione Siciliana. Abbiamo stipulato una convenzione che prevede che il Comune paghi esclusivamente le somme che per l’ospitalità saranno riconosciute e accreditate dal ministero e dalla Regione, escludendo ogni onere a carico del bilancio comunale.
Il Comune di Racalmuto è stato tra i primi a investire nei progetti sociali di accoglienza in favore degli immigrati richiedenti asilo. Il progetto Sprar ha avuto finanziati nell’anno 2015 un totale di sessanta posti. Registriamo una buona integrazione dei beneficiari del progetto, purtroppo la difficile congiuntura economica del paese non offre molti spazi per il pieno inserimento lavorativo, per cui al termine del progetto individuale, l’immigrato lascia il nostro paese. Sempre a seguito di controlli dei Carabinieri e della Polizia Municiaple nell’anno 2015 abbiamo emesso un’ordinanza sindacale di sgombero e notificato il preavviso di risoluzione della convenzione. La Cooperativa che gestisce il servizio ha prontamente riallocato gli ospiti presso altre strutture residenziali, appartamenti privati, e a seguito di un incontro con esponenti del Sistema Centrale di Accoglienza del Ministero dell’Interno, tenutosi presso il nostro Comune, il procedimento per la risoluzione del contratto è stato revocato.

Sotto il profilo dell’assistenza alle famiglie bisognose, abbiamo erogato il contributo per il rimborso delle spese mediche per gravi patologie. Abbiamo istituito il Servizio Civico per aiutare i soggetti bisognosi in cambio di servizi in favore della comunità, quali piccoli interventi di decoro urbano e assistenza domiciliare agli anziani, limitando i contributi in denaro soltanto a chi

per ragioni di età o per le condizioni di salute non potesse lavorare.

Abbiamo erogato il bonus idrico, elettrico, gas metano, per la nascita del figlio, l’assegno di maternità, l’assegno nucleo familiare con tre figli a carico, il contributo regionale ad integrazione canoni di locazione.

Il contributo per l’abbattimento delle barriere architettoniche, nonostante sia stato istruito dai nostri uffici, non risulta ancora erogato dalla regione, così come il comune capofila di Canicattì non ha ancora erogato il bonus socio sanitario in favore dei nuclei familiari con anziani non autosufficienti o disabili gravi.

Abbiamo sopperito alla chiusura dell’asilo nido, istituendo lo Spazio Gioco, un ambiente ludico ricco di stimoli e privo di pericoli dedicato al gioco libero e all’autonoma interazione tra bambini piccoli che imparano a socializzare, preparandosi al’inserimento nella scuola dell’infanzia o primaria. E’ stato il risultato della forza dei nostri impiegati. I manutentori hanno riattato l’immobile ex Eca, chiuso e abbandonato da anni trasformandolo in una sede sicura ed accogliente per i bambini e le famiglie: al piano terra Spazio Gioco, al primo piano Centro Sociale. Il personale dell’asilo nido, che era trasferito nella biblioteca è stato restituito alle sue mansioni. Le educatrici per il benessere del bambino valorizzano il ruolo delle famiglie come soggetti attivi, garantendo ad esse l’informazione sulla gestione del servizio e la più ampia partecipazione, quale strumento di condivisione delle scelte educative e di verifica delle attività. I genitori partecipano alla realtà del servizio e il rapporto tra il personale e le famiglie è caratterizzato da fiducia, scambio di informazioni e cooperazione. Il gioco, non è solo divertimento, ma anche occasione di apprendimento.
Abbiamo riconosciuto, dopo tanti anni, il rimborso per il trasporto degli alunni pendolari nella misura del 100%; attivato una contribuzione in favore delle famiglie per la mensa della scuola dell’infanzia.

Tutti i servizi sono stati erogati a seguito di procedura pubblica selettiva, previa pubblicazione di bandi e avvisi nei quali erano specificati i requisiti di partecipazione.

Abbiamo investito nella solidarietà promuovendo diverse raccolte alimentari in occasione delle festività del Natale, raccogliendo anche la sensibilità e l’energia del comandante della stazione dei carabinieri di Racalmuto Maresciallo Alessandro Costa e registrando lo spirito di soccorso della società Italkali, in prima fila nella donazione con il suo direttore Luigi Scibetta.

Abbiamo riavviato il centro sociale intitolato al compianto “Prof. Alfonso Scimè”, dove abbiamo coinvolto anche le nostre associazioni.

Abbiamo garantito il rimborso delle spese e il trasporto per le attività di riabilitazione dei disabili.

Siamo stati accanto al Centro Padre Cipolla, un punto di eccellenza nell’assistenza, la cura e la formazione dei disabili, un formidabile connubio tra famiglie, operatori e assistenti avvinti dalla solidarietà, dando loro dei contributi e non facendo mai mancare la nostra presenza e collaborazione. Insieme abbiamo stipulato una convenzione che mette a loro disposizione il
pulmino disabili.

Abbiamo riconosciuto e apprezzato l’impegno dei Volontari Riunti, accanto a noi nelle raccolte alimentari, con i quali abbiamo stabilito una convenzione per il servizio di trasporto d’urgenza per soggetti in condizioni di disagio sociale bisognosi presso le strutture di cura e assistenza.

Racalmuto luogo di Cultura

Due Castelli Chiaramontani, uno al centro del paese l’altro sulla sommità del Monte Castelluccio, tante chiese, fontane, il Teatro Comunale Regina Margherita, la Fondazione Sciascia, i quadri di Pietro D’Asaro. Luoghi di storia e di cultura che segnano lo spirito e l’anima del paese. Ci siamo insediati con il Teatro ancora inagibile e la Fondazione senza soldi per pagare le bollette e con l’ultima iniziativa datata 2012. Subito ci siamo rivolti alle associazioni locali per riattivare un circuito di iniziative. Senza soldi, meglio con pochissimi soldi, soprattutto se comparati alle disponibilità delle amministrazioni precedenti, abbiamo messo in opera e in cantiere iniziative e interventi culturali di respiro nazionale. Ci siamo riconnessi con il CDA della Fondazione Sciascia e con gli eredi dello scrittore, dopo la parentesi di scontri con la Commissione Straordinaria. Abbiamo richiesto la collaborazione dei nostri concittadini e in particolare di Felice Cavallaro e di Gaetano Savatteri. Il primo si era da poco inventato il progetto de la “Strada degli Scrittori”, un percorso turistico lungo i paese agrigentini che avevano dato i natali a grandi scrittori. Nell’ambito di questo progetto abbiamo organizzato un incontro con il traduttore francese dell’Affaire Moro, Prof. Schifano, e ospitato le celebrazioni dei sessant’anni della Rai in Sicilia, un’importante manifestazione che ha visto anche la presenza della Fanfara Regionale dei Carabinieri. Abbiamo ricordato Leonardo Sciascia, nel venticinquesimo anniversario della sua morte, con una prolusione del Presidente del Senato Pietro Grasso. Nell’anno 2015 abbiamo realizzato insieme al Museo Archeologico di Agrigento la mostra Leonardo Sciascia e le Arti Visive.

-         La Fondazione Leonardo Sciascia

Il vigore e l’energia che della Fondazione hanno fatto un punto di riferimento culturale, apprezzato e riconosciuto a livello internazionale, si sono via via affievoliti. Certamente rimane l’inestimabile valore del suo patrimonio, le lettere di Leonardo Sciascia, la collezione di ritratti di scrittori unica al mondo, la biblioteca. Ma è indubbio che il ruolo e l’azione della Fondazione vanno ripensati e riorganizzati. Non foss’altro perché il contesto e le condizioni che ne hanno segnato la nascita sono profondamente mutati. I finanziamenti pubblici del Comune di Racalmuto non ci sono più, siamo in procedura di riequilibrio finanziario costretti ad un risanamento dei conti che è costato lacrime e sangue ai nostri concittadini. La Regione Siciliana ha progressivamente abbassato il proprio contributo e ritardato i tempi di erogazione. Quando ci siamo insediati la Fondazione a stento riusciva a pagare lo stipendio all’unico dipendente ed era stata costretta ad interrompere i rapporti con altri collaboratori. E’ bastato che la Presidenza della Regione Siciliana anticipasse – dal mese di settembre al mese di luglio 2015- i tempi di pubblicazione del bando rivolto agli enti culturali dell’ex Tabella H, perché un meccanismo collaudato nel tempo si inceppasse. In Fondazione nessuno ha saputo o è stato tempestivamente informato che correvano i termini per presentare la richiesta di finanziamento alla Regione.

Siamo corsi ai ripari.

Abbiamo supportato il lavoro della biblioteca e della catalogazione delle lettere utilizzando i nostri impiegati comunali. E i risultati cominciano ad arrivare: eravamo alla lettera C adesso siamo alla lettera Q. Forti della sintonia con la famiglia Sciascia, riteniamo che il coinvolgimento delle personalità del mondo della cultura, dei nostri giovani sia indispensabile per immaginare una Fondazione che promuova il dibattito culturale, che divenga motore di un possibile circuito turistico.

Il segnale è stato dato con l’elezione del Dott. Felice Cavallaro nel Cda. La “Strada degli Scrittori” è un progetto che può fare scuola e innescare il tanto atteso sviluppo, valorizzando in un’unica rete le nostre autentiche risorse: cultura, arte, architettura, enogastronomia, bellezze naturalistiche.

La Fondazione, soprattutto per Racalmuto, può essere l’architrave sulla quale costruire questo modello di sviluppo, ma ci vogliono soldi, tempo e uomini che possano concretamente assolvere a queste esigenze, reperire risorse, contattare potenziali finanziatori, organizzare le iniziative, promuovere l’immagine della Fondazione. Il Consiglio di Amministrazione ha all’ordine del giorno la revisione dello Statuto, in alcune parti superato dalle modifiche legislative.

La Fondazione ha il dovere di agire e non da sola, ma in piena sinergia con il Consiglio Comunale, con il mondo delle associazioni, con le personalità della Cultura che hanno fatto di Racalmuto un luogo di elezione, con le scuole e soprattutto con i giovani.
Ci siamo preparati per celebrare, quest’anno, il sessantesimo anniversario delle Parrocchie di Regalpetra. Abbiamo proposto un programma che si articolerà in due giornate, convegno nella prima con la partecipazione del figlio dell’editore Vito Laterza, che pubblicò la prima edizione e diede il titolo al libro, nella seconda una lettura corale, collettiva, nei luoghi di Regalpetra del libro ad opera di cittadini, uomini di cultura. Abbiamo chiesto ad un gruppo di ragazzi di fare da segreteria organizzativa, richiesto il patrocinio e il finanziamento alla Regione Siciliana e all’Italkali. Quest’ultima ha concesso un contributo di diecimila euro. L’iniziativa ha coinvolto il regista Moni Ovadia e l’attore Mario Incudine. E’ la strada giusta. La Fondazione avrà un futuro se valorizzeremo il network di relazioni, rapporti che negli anni hanno intrecciato Racalmuto, città natale di Leonardo Sciascia, la Fondazione e tanti uomini di cultura, personalità, giornalisti. Se si coinvolgeranno le energie e l’entusiasmo dei nostri giovani. Se si avranno programmi in grado di attrarre finanziamenti sia pubblici che privati. Questa iniziativa ne è la conferma e suggella la versatilità e l’impegno dell’assessore Salvatore Picone che con umiltà e perseveranza crea, ricerca e mantiene contatti per meglio riconnettere la Fondazione Sciascia e il suo mondo. Su questa strada ci incammineremo sperando di incontrare quanti hanno idee, cuore e amore per il nostro paese, per la sua storia, per le opere, e per il magistero del suo figlio più illustre.

Teatro Regina Margherita

Il Teatro inaugurato più volte, non è mai stato in regola con la normativa che disciplina le autorizzazioni per i pubblici spettacoli. La sua apertura era garantita con un’ordinanza sindacale. Con l’avvento della stagione dei commissariamenti è stato chiuso. La Commissione Straordinaria affrontò il problema dell’uscita di sicurezza con un’intervento sulla barcaccia. Pensavamo fosse solo quello il problema, invece occorrevano altri lavori. Dovemmo aspettare il bilancio per poter inserire una parte delle somme, nel mese di gennaio 2015 incontrammo il tecnico Andrea Montana, che aveva assistito la Commissione straordinaria e insieme a lui e ai Vigili del Fuoco iniziammo i sopralluoghi per individuare con certezza gli interventi necessari. L’ufficio tecnico affidò l’incarico al tecnico nel mese di maggio e iniziammo a contattare le ditte per fare i lavori. Ad ottobre eravamo pronti per affidare i lavori, ma entrò in vigore la norma che imponeva ai Comuni sotto i diecimila abitanti di acquistare beni e servizi con la Centrale Unica di Committenza. Ci convenzionammo con il Libero Consorzio dei Comuni di Agrigento, però il progetto e soprattutto il quadro economico approntati erano funzionali alle risorse disponibili e frutto di una concertazione sui luoghi con diverse imprese. Poiché la CUC non faceva affidamenti diretti e per la tipologia dei lavori, molto specifica e particolare, non era possibile ricorrere al MEPA, il RUP, per non vanificare gli sforzi e il lavoro compiuti propose di attendere l’approvazione della Legge Finanziaria, che avrebbe escluso dall’obbligo CUC gli acquisti di beni e servizi inferiori ai quarantamila euro, anche nei comuni sotto i diecimila abitanti. La norma entrò in vigore nel 2016, contestualmente alle norme sul bilancio, che impediscono investimenti in regime di esercizio provvisorio. Pertanto, i lavori potranno essere effettuati soltanto dopo che il bilancio 2016 sarà approvato. Siamo riusciti ad ottenere una sola volta l’autorizzazione per uno spettacolo con Gilberto Idonea, ci abbiamo riprovato per le iniziative del Natale 2015, ma la commissione pubblici spettacoli non ha rilasciato l’autorizzazione. Il Teatro Comunale necessita di interventi di adeguamento agli standard di sicurezza - trattamento di alcune parti strutturali con vernici resistenti al fuoco, apertura di due bocchettoni per la fuoriuscita del fumo, interventi di abbattimento delle barriere architettoniche per consentire l’accesso ai diversamente abili, adeguamento cabina di trasformazione, acquisto di nuovi gruppi di continuità - per l'autorizzazione ai pubblici spettacoli. Abbiamo incaricato un esperto esterno per verificare e individuare le soluzioni ottimali lavori da realizzare, chiedendogli di contenere al massimo le spese. È vero, in passato è stato inaugurato e aperto più volte, non senza polemiche ed inchieste della magistratura. Con le stagioni commissariali è stato chiuso, perché è conclamato che manchino le condizioni di sicurezza. Abbiamo il dovere di completare quanto per anni non è stato fatto e lo stiamo facendo.

Il Teatro e la Fondazione sono risorse importanti, che rendono unico il nostro paese. Dovere di tutti è restituirli ai nostri concittadini e farne leva di un possibile sviluppo.

Castello Chiaramontano MURA

Vi sono luoghi che producono Cultura, naturalmente, così come vi sono le terre ricche d’acqua, che se non viene incanalata scorre via lasciando magari a secco le campagne e le case.

Racalmuto è uno di questi luoghi. Un centro storico che si perde in un dedalo di case di pietra e gesso viene magnificato da un Castello Chiaramontano che si erge in una piazza d’armi, da un Teatro che è una miniatura del Massimo di Palermo, da fontane settecentesche, dalle numerose chiese disseminate nel territorio dove si ammirano le tele del pittore Pietro D’Asaro, dalla Fondazione Leonardo Sciascia con il suo patrimonio di libri, lettere e quadri.

Negli ultimi trent’anni si è investito molto in interventi di riqualificazione e restauro e si continua a farlo con risorse già stanziate da questa amministrazione.

Queste opere architettoniche segnano la storia di Racalmuto e si riconnettono ad una vena artistica e letteraria che ha generato due grandi personalità della Cultura, il pittore Pietro D’Asaro e lo scrittore Leonardo Sciascia.

Oggi questa vena, intrisa di passione per il proprio paese, vive in un gruppo di artisti di Racalmuto, cui abbiamo chiesto di reinterpretare i nostri monumenti, per trasformarli in “spazi culturali”.

E’ nata così l’idea di una Commissione Scientifica composta da artisti di indiscusso valore, come lo scultore Giuseppe Agnello - promotore dell’evento Diciotto/Decimi con opere di giovani artisti siciliani - Sergio Amato, Giuseppe Cipolla e Nicolò Rizzo, con un’ambizione: realizzare all’interno degli spazi del Castello Chiaramontano un Museo permanente che possa ospitare le opere d’arte custodite nel nostro Comune, dai reperti archeologici, all’arte sacra e contemporanea.

Lungo questo cammino abbiamo incontrato l’attenzione e la sensibilità della Soprintendenza ai Beni Culturali di Agrigento, guidata dalla Dott.ssa Caterina Greco, della Curia Vescovile, con don Giuseppe Pontillo, del Fondo Edifici di Culto.

Aprire un museo oggi in Italia è una scommessa. Le risorse pubbliche per sostenere le nostre istituzioni culturali si assottigliano sempre di più e stenta a consolidarsi un nuovo modello gestionale in grado di reperire capitali privati e nel contempo di rendere proficua la gestione del nostro patrimonio culturale.

A Racalmuto non è un azzardo, perché la forza del progetto e l’impegno della Commissione mobilitano i nostri impiegati, i volontari, consentendoci di conseguire obiettivi impensabili per un Comune in pre- dissesto finanziario.

Grazie a loro e al loro lavoro, dopo il preludio nel mese di dicembre dell’anno 2014 del gruppo “Rudere Projet” che per tre giorni ha rianimato le sale del castello ancora inesplorate, ospitiamo i giovani artisti del Biennio Specialistico della Scuola di Scultura dell’Accademia di Belle Arti di Palermo, i quali costituiscono un tassello fondamentale di un ampio mosaico, sul quale potrà riflettersi e proiettare la nostra memoria collettiva.

Con questo evento vogliamo restituire al pubblico le bellissime sale dell’ala sud-ovest del castello - da anni abbandonate e oggi ripulite – e trasformarle in “MuRa” Museo dell’Arte Contemporanea di Racalmuto.

E’ un’importante operazione culturale nel solco di una storia che ci rende unici, perché “unica” è la Fondazione Leonardo Sciascia e la sua pinacoteca di “ritratti di scrittori” firmati da artisti del calibro di Chagall, Guttuso, Maccari, Guccione, Caruso e tanti altri; “uniche” le opere del nostro Pietro D’Asaro, pittore del Seicento che seguendo le orme del Caravaggio lasciò in tutta la Sicilia il segno di una grande sensibilità verso le dinamiche culturali del suo tempo.

Se è vero che “l’Arte rinnova i popoli e ne rivela la vita”, allora è il migliore investimento per offrire un orizzonte di speranza alle nostre comunità, annichilite da una crisi economica che sembra senza fine.

Lavori Pubblici

Al nostro insediamento quasi tutte le infrastrutture erano chiuse o in condizioni di degrado: il Teatro aperto ma senza possibilità di inscenare spettacoli, chiuse le parti private del Castello, inagibile lo Stadio, il Parco Filippo Villa chiuso per metà e con un finanziamento per completare la piscina comunale, il Parco Fra’ Diego La Matina con l’annesso campetto di calcio e le strutture adiacenti in stato di abbandono e degrado, un cantiere il Parco Eugenio Napoleone Messana, 4 Parchi Giochi, su 5, richiedenti interventi di manutenzione sia ordinaria che straordinaria, l’ex Macello Comunale chiuso.

Decenni di abbandono e trascuratezza - come per lo stadio comunale Mantia mai completamente espropriato, inagibile per pubbliche manifestazioni perché mancano le uscite di sicurezza e la separazione delle diverse aree (locali e ospiti) della tribuna; come per il Teatro del quale abbiamo già detto; scelte discutibili, come quella di intervenire sempre sulle stesse strutture: il campo Filippo Villa trasformato a metà degli anni Novanta in un parco con un campetto polivalente dotato di tribune; negli anni Duemila si toglie il campetto e si costruisce una piscina; la piscina rimane abbandonata e si richiede un nuovo finanziamento per metterla in funzione; il Parco Eugenio Napoleone Messana, da cavea trasformato in un teatro all’aperto. Aree libere e spazi verdi sottratti all’edilizia privata per la cementificazione pubblica. Questo insieme di circostanze ci consegna un patrimonio in larga parte inutilizzabile, appunto perché cantiere o strutturalmente inagibile o degradato.

Il patrimonio viario sia interno che esterno senza interventi di manutenzione, con l’asfalto nelle strade principale sconnesso da “rappezzi” di catrame o di calcestruzzo eseguiti senza controllo e senza validi criteri per individuarne le priorità, con i bolognini o le mattonelle in alcune strade del centro storico divelti, marciapiedi sconnessi, aiuole danneggiate dal tempo e dall’estensione delle radici degli alberi.

Le strade di campagna abbandonate da anni, i cigli infestati dalle erbacce e coperti da detriti e dalla terra, senza libero scolo l’acqua si infiltra e smantella la strada.

Peggio ancora le strade provinciali. La contrazione degli investimenti le lascia in totale abbandono, l’abolizione delle province regionali nel marzo 2014, il loro commissariamento, le lascia senza risorse e senza bilanci.

Per il nostro territorio è un disastro. La strada provinciale Racalmuto Montedoro è chiusa al transito; il ponte di c.da Malati è ristretto ad una carreggiata perché necessita di lavori di manutenzione. La strada Racalmuto – Milena è piena di buche e accidentata. La provincia Regionale aveva individuato delle risorse pari a circa trecentomila euro, per intervenire su alcuni tratti della Racalmuto Montedoro. Si tratta di fondi di un vecchi appalto mai completato per il fallimento della ditta aggiudicataria. Sono fondi europei e andavano rimodulati. I ritardi nella predisposizione ed approvazione dei bilanci delle ex province, per assoluta incertezza delle risorse, l’incertezza sulla rimodulazione dei fondi europei non spesi, non hanno finora consentito che si realizzasse alcun intervento. Anche il ponte di C.da Malati è stato inserito tra le opere prioritarie di somma urgenza, però sconta la sua transitabilità sia pure compromessa ad una carreggiata e viene preceduto dalle strade chiuse al transito. Tuttavia le somme sulle quali si contava per questi interventi di somma urgenza, sembrerebbe siano state dirottate per intervenire nei tratti delle autostrade siciliane crollate.

In occasione delle ingenti piogge è crollato uno spuntone di roccia del costone sottostante alla Fondazione Sciascia. Avevamo già richiesto un sopralluogo del Genio Civile. A quel punto chiedemmo l’intervento della Protezione Civile e dei Vigili del Fuoco. La messa in sicurezza del costone è stata finanziata dall’assessorato infrastrutture e i lavori sono in corso.

Al nostro insediamento trovammo già bandita la gara per lavori di manutenzione straordinaria viabilità esterna, per l’Importo di € 58.000. I lavori hanno interessato le seguenti contrade: S. Anna, Raffo, Rove/to, San Matteo, Scala, Palo Gentile, Monte Castelluccio, Menta, Mangiuomini, Pozzo, Cicuta, Gazzella, San Bartolomeo. Purtroppo il progetto era lacunoso e l’impresa non fu molto collaborativa. Non essendo soddisfatti dei lavori, non utilizzammo le somme a disposizione e il ribasso d’asta.
Con le esigue risorse economiche disponibili a seguito del nostro insediamento, abbiamo individuato gli interventi prioritari per restituire alla comunità la fruizione, in sicurezza, dei luoghi di ritrovo e di svago. Con il coinvolgimento dei contrattisti e dei nostri manutentori fu messa in sicurezza l’area attrezzata di Viale Hamilton (adiacente il polisportivo), dismettendo e realizzando la staccionata di sicurezza e installando i nuovi giochi per bambini.

Nell’autunno 2014 e nell’inverno 2015 vere e proprie bombe d’acqua dissestarono diverse strade esterne, rendendole intransitabili. Con i nostri tecnici, in particolare il Geom. Salvatore Morreale, facemmo sopralluoghi per individuare le emergenze e distribuire di conseguenza le scarne risorse a nostra disposizione. Con un’impostazione più oculata della progettazione abbiamo disposto due interventi. Uno lavori di manutenzione straordinaria viabilità esterna danneggiata dagli eventi meteorici: importo dei lavori € 26.000. Contrade interessate: C/da Bovo-Cerasa, Vircico-Pantano, Oliva, Gessi Caduti, Vecchia Nina, Fanara, Ferraro, Muluna. L’altro, lavori di manutenzione straordinaria viabilità esterna: importo dei lavori € 20.000. Interventi realizzati nelle contrade: San Matteo, San Francesco, Monte Castelluccio, Pietre Bianche, Fra Paolo, Grilletto, Mandria di piano, Gessi Caduti, Muluna, Cometi.

Nella programmazione della spesa rileva la predisposizione e l’approvazione del bilancio. Nell’anno 2014, l’incertezza nei trasferimenti nazionali e regionali, l’istituzione della Tasi, l’introduzione dell’IMU agricola e conseguente taglio postumo – a bilancio approvato - delle risorse hanno terremotato il bilancio.

Nell’anno 2015, I Comuni avrebbero dovuto fare la revisione straordinaria dei residui attivi e passivi, una sorta di repulisti del bilancio. A questo ci impegnammo, salvo poi un decreto assessoriale dispose che il riaccertamento fosse posticipato all’anno successivo. Ma con legge regionale n. 9/2015, approvata nel mese di luglio, si è disposto che si facesse nell’anno 2015.

Numerosi i lavori pubblici avviati e completati nel corso del primo periodo del nostro mandato.

I lavori di riqualificazione del parco Eugenio Napoleone Messana erano in via di esecuzione al nostro insediamento. Hanno subito un rallentamento per un contrasto, nella valutazione di una perizia di variante, tra la direzione dei lavori e l’Assessorato Lavori Pubblici. Sono stati collaudati il mese scorso, il 23 maggio ci sarà l’allaccio con la rete elettrica. Il progetto non ha previsto le segnalazioni luminose per le uscite di sicurezza, necessarie per le autorizzazioni ai pubblici spettacoli. Dunque, dovremo attingere a fondi del bilancio comunale per realizzarle.

Sono stati ultimati i lavori per la manutenzione straordinaria dell’Istituto Comprensivo "Gen. Macaluso" (scuola media P. D'Asaro e scuola Elementare M.A. Alaimo). - Importo complessivo 144.222,70 – Fondi ANAS - Progettazione, direzione lavori e collaudo redatti dall’UTC. – Lavori ultimati.

Sono stati ultimati e collaudati i lavori di realizzazione segnaletica stradale e pannelli informativi, denominato “In Giro per Racalmuto”. – Importo complessivo € 157.900,00.

Completati nei giorni scorsi i lavori di “Realizzazione di un impianto fotovoltaico, sistemazione spazi esterni e raccordi con il contesto urbano – edificio scolastico dell’infanzia Lauricella”. - Importo complessivo € 357.051,60

Sono stati ultimati i lavori per la Manutenzione dei locali dell’ex asilo nido per adibirli a biblioteca comunale e realizzazione impianti di sicurezza”. - Importo complessivo € 125.000,00 – E’ un lavoro finanziato con i fondi Anas, per il quale abbiamo chiesto una rimodulazione in sede di esecuzione funzionale all’utilizzo dei medesimi locali come asilo nido o spazio gioco.

Nel mese di luglio 2012 la Commissione Straordinaria firma il protocollo di legalità con il Ministero dell’Interno, dei Beni Culturali e della Pubblica Istruzione. Le azioni previste individuano alcune opere da realizzare, per un valore complessivo di €. 1.200.000,00: un centro sportivo polivalente, la messa in sicurezza del Teatro Regina Margherita, il completamento della piscina di Via Filippo Villa, l’impianto di video sorveglianza. I finanziamenti sono a disposizione del nostro comune dal mese di gennaio 2013. L’impianto di video sorveglianza viene appaltato nel mese di luglio 2014, nello stesso periodo sono ultimati i lavori del Teatro Comunale per l’ampliamento della capacità ricettiva. L’altro finanziamento per la realizzazione di un centro sportivo polivalente si è smarrito dietro una progettazione infelice e irrealizzabile, per poi incappare nelle misure di salvaguardia del nuovo PRG. Il centro deve ospitare sport di squadra, che favoriscono la socializzazione. Inizialmente viene ubicato nel Campo Sportivo La Mantia al posto del campetto di tennis. Ma il progetto non entra in quello spazio e viene bocciato. A questo punto il centro sportivo viene piazzato all’interno dell’area di gioco del campo di calcio. Per fare il centro sportivo polivalente si doveva sacrificare buona parte del campo sportivo. Il progetto sfuma, anche perché il finanziamento prevede l’installazione di una struttura prefabbricata e richiede come condizione essenziale in capo al Comune beneficiario la proprietà dell’area, ma il Comune, non avendo mai completato le procedure d’esproprio non è in grado di dimostrare di essere proprietario del campo sportivo. Nel mese di luglio 2014 ci rechiamo al Ministero dell’Interno e riusciamo a spostare l’intervento in un’altra linea di finanziamento. Le potenziali aree su cui è possibile ubicarlo sono due: una dietro il campo da tennis di Viale Hamilton, l’altra dietro il campo sportivo Mantia. Entrambe sono degli stessi proprietari e l’ufficio tecnico ci informa che sarebbero disponibili a cederle. Avviamo le trattative, ma l’esito viene condizionato dal PRG.

E’ stato adottato dalla Commissione Straordinaria e spedito all’Assessorato Regionale per l’approvazione il giorno del nostro insediamento. Il Piano è all’esame dell’unità VAS, ma è tutto fermo a cagione di una riorganizzazione dell’intera struttura. L’area retrostante al campo da tennis ha una destinazione compatibile con il centro sportivo polivalente, sia nel vecchio che nel nuovo piano. I vincoli del vecchio piano sono scaduti e devono essere riproposti con la procedura della variante al PRG; detta procedura è condizionata dalla Valutazione Ambientale Strategica che pende sul nuovo PRG. L’area retrostante al campo sportivo Mantia è agricola nel vecchio piano e a destinazione compatibile nel nuovo, occorrerebbe una variante al vecchio per ricondurla al nuovo, non ancora approvato e soggetto alla VAS. Le varianti urbanistiche le approva il consiglio comunale e il Rup ritiene di non presentare alcuna proposta se prima non si ha conferma della VAS. Nella finanziaria regionale 2105 viene approvata una norma che prevede l’insediamento di una commissione tecnica per velocizzare il rilascio della VAS e smaltire l’arretrato. La Commissione deve essere nominata dal Governo Regionale. La situazione si sblocca nel mese di luglio 2015, quando, finalmente il Prg viene assegnato per la VAS. Insieme all’Arch. Vinti e all’Assessore Alessi, incontriamo diverse volte l’unità che segue il nostro PRG, alla fine del mese di gennaio 2016 ci informano che l’istruttoria è completa ed è positiva. La sezione Urbanistica del medesimo assessorato, cui passerà il PRG per le valutazioni di competenza, conferma che le varianti se conformi al nuovo Prg con Vas positiva già rilasciata potranno essere agevolmente e speditamente approvate. Nel frattempo, però, trattandosi di finanziamenti con fondi comunitari, il Ministero dopo aver richiesto notizie sull’avanzamento della pratica, comunica l’avvio del definanziamento. La proposta di variante arriva finalmente in Consiglio Comunale e viene scelta l’area retrostante al campo da tennis. Trascorsi i tempi di pubblicazione, portati da trenta a sessanta giorni da una recentissima novella legislativa, la pratica passerà alla sezione Urbanistica. Con l’approvazione della variante saremo meglio in grado di valutare con il Ministero la realizzabilità del progetto.

Abbiamo ereditato il finanziamento per il progetto della piscina di Via Filippo Villa e abbiamo indetto la gara di appalto. Una perizia di variante – non erano previsti i bagni per i disabili e alcuni scivoli – ha rallentato l’esecuzione dei lavori. Il finanziamento è a valere sui Fondi P.O.N. del Ministero dell’Interno, che sono stati rimodulati su un’altra linea di intervento denominata P.A.G., che ha ulteriormente rallentato l’approvazione della variante, il collaudo e la consegna dei lavori.

Altro grande progetto riguardava il finanziamento di una centrale a biomasse, l’appalto doveva essere chiuso entro il mese di settembre 2015, pena il “definanziamento”, la restituzione di circa due milioni di euro. La vicenda è più complessa. Il Comune di Racalmuto nell’anno 2011 individua mediante un avviso affisso all’albo pretorio una società, alla quale commissiona la progettazione di impianti ad energia alternativa per i successivi venti anni. Viene presentato il progetto della centrale a biomasse per fornire energia alle strutture pubbliche comunali, che si piazza ai primi posti nella graduatoria di un bando del Ministero dell’Ambiente. Il Ministero contesta la violazione delle norme dell’evidenza pubblica nel procedimento di individuazione della società con cui è stata stipulata la convenzione. La società riceve l’informativa antimafia positiva e la Commissione Straordinaria, nel frattempo subentrata, rescinde la convenzione. Si trasmettono gli atti all’Ufficio Regionale Gare (UREGA) per l’appalto. Alla gara partecipa la stessa società, dopo avere ottenuto l’annullamento dell’interdittiva prefettizia. Trascorrono oltre cinque mesi, l’Urega ravvisa ulteriori irregolarità e tutto si ferma. Il Ministero dell’Ambiente ci pone la domanda: se ritenete di completare l’opera entro il mese di settembre 2015 andate avanti, altrimenti lasciate perdere perché dovrete restituire l’importo del finanziamento. Gli uffici non sono nelle condizioni di andare avanti, non si riesce ad individuare nemmeno l’autore del progetto.

La programmazione degli interventi da finanziare con i fondi Anas è stata intensa e grazie ad un serrato confronto con il consiglio comunale, con le forze politiche, arricchito anche da un’assemblea cittadina, siamo riusciti ad individuarli nel piano triennale delle opere pubbliche e nel bilancio dell’anno 2015.
Abbiamo chiesto all’Ufficio Tecnico di indicare quali progetti avrebbe potuto curare direttamente e il resto li abbiamo messi a gara coinvolgendo tutti i professionisti locali, una scelta di trasparenza ed imparzialità che non era mai stata fatta.

Anche nell’assegnazione degli incarichi di RUP la direttiva è stata quella di distribuire gli incarichi tra tutto il personale dell’ufficio tecnico. Anche questa una novità assoluta, basti pensare che al nostro insediamento il 90% degli incarichi di progettazione interna e di Rup erano concentrati tutti nel titolare di posizione organizzativa. Abbiamo ottenuto il benestare dell’Anas nel mese di febbraio 2015 riguardo alla rimodulazione dell’utilizzo dei fondi.

Lo stato dell’arte è il seguente:

Lavori di manutenzione straordinaria e adeguamento Stadio “La Mantia”. Fondi ANAS - Importo complessivo € 80.00,00; progettazione redatta dall’UTC; i lavori sono stati aggiudicati ad ottobre 2015, l’impresa ha infine rinunciato, si è fatto lo scorrimento e si attende la stipula del contratto, con la seconda impresa aggiudicataria dei lavori.

Manutenzione straordinaria castello Chiaramontano. Fondi ANAS - Importo complessivo 185.777,30; in fase di espletamento la gara per l’affidamento dei lavori.

Concorso di idee relativo alla “Riqualificazione urbana Asse Teatro Castello”. Fondi ANAS - importo complessivo del progetto € 295.000.000.

Manutenzione straordinaria edifici comunali – 1° Intervento”. Fondi ANAS - Importo complessivo del progetto € 150.000,00; in fase di espletamento la gara per l’affidamento dei lavori.

Manutenzione straordinaria impianti sportivi”. Fondi ANAS - Importo complessivo del progetto € 105.000,00; in fase di espletamento la gara per l’affidamento dei lavori.

Riqualificazione area ex macello e Piazza Barona – 1° stralcio. Fondi ANAS - Importo complessivo € 210.000,00; in fase di espletamento la gara per l’affidamento dei lavori.

Manutenzione straordinaria e/o creazione viabilità - 2° Intervento (Viale della Vittoria). Fondi ANAS - Importo complessivo € 120.000,00; in fase di espletamento la gara per l’affidamento dei lavori.

Adeguamento rete stradale centro urbano SS.640 – 1° stralcio. Fondi ANAS - Importo complessivo € 96.000,00; si sta predisponendo la documentazione di gara per l’affidamento dei lavori.

Ammodernamento e completamento strada Saraceno – Raffo. Fondi ANAS - Importo complessivo € 120.000,00; progetto esecutivo in fase di approvazione.

L’entrata in vigore del nuovo codice degli appalti ha costretto alla revoca di bandi già pubblicati, per la necessità di adeguarli al nuovo contesto normativo.

Abbiamo partecipato ai bandi per gli edifici scolastici, ottenendo il finanziamento dei lavori di manutenzione straordinaria e di efficientamento energetico della Scuola Media Pietro D’Asaro, per l’importo di €. 767.500,00. I lavori sono stati aggiudicati.

Un altro progetto - Lavori di manutenzione straordinaria Istituto comprensivo Gen. Macaluso Scuola elementare M.A. Alaimo. - Importo complessivo € 689.470,13 – è stato ritenuto ammissibile ed è in attesa di finanziamento.

Abbiamo presentato un intervento per la riqualificazione sociale e culturale delle aree degradate. Progetto Preliminare di cui al Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 15/10/2015; Importo del progetto € 1.999.985,91.

Per concretizzare la nostra azione mirata alla riqualificazione del centro storico, con la collaborazione dell’UTC abbiamo elaborato un progetto per intervenire sui locali del castello chiaramontano non ancora restaurati per un importo complessivo di 700.000 euro. Il bando regionale prevedeva finanziamenti per la riqualificazione di edifici di proprietà comunale ricadenti all’interno del centro storico da utilizzare prevalentemente come centro operativo per la polizia municipale e la protezione civile.

Abbiamo proceduto ad interventi di manutenzione che non si facevano da anni.

Con due interventi per un Importo complessivo dei lavori pari ad € 35.000 sono state ripristinate le vie: Garibaldi, Hamilton, Filippo Villa, Piazza del Carmelo, Viale Eduardo Spalanca, C/da Stazione. Abbiamo dato priorità alle strade principali e ai tratti che presentavano maggiori criticità del manto stradale, restituendo decoro agli ingressi del paese e alla circonvallazione. Un terzo intervento di manutenzione straordinaria delle strade interne è in fase di aggiudicazione, per l’Importo complessivo dii € 20.000, fondi comunali, con un progetto redatto dall’UTC.

Abbiamo provveduto a ripulire i cigli di alcune strade di periferia dalle erbacce e dalla terra. Sono sbucati guard rail dei quali nessuno ricordava l’esistenza e pali della segnaletica stradale si sono ritrovati in mezzo alla carreggiata.

Con fondi comunali stiamo riqualificando l’area compresa tra il campo polisportivo di viale Hamilton e il parco giochi adiacente. Le opere progettate, per un importo complessivo di € 18.000, prevedono la canalizzazione delle acque di falda provenienti da monte che attualmente stanno danneggiando le strutture murarie degli spogliatoi e la pavimentazione dello spiazzo limitrofo da utilizzare come parcheggio o come spazio giochi per i più piccini.

UTC URBANISTICA

A seguito del nostro insediamento ci siamo attivati per riorganizzare gli uffici pubblici al fine di ottimizzare l’utilizzo delle risorse umane e di ridurre i tempi di attesa per l’istruttoria delle diverse pratiche.
Un impegno particolare ha richiesto la riorganizzazione dell’Ufficio Urbanistica, da subito abbiamo appurato dei tempi medi di evasione delle pratiche edilizie eccessivamente lunghi. Abbiamo chiesto al Responsabile dell’Ufficio l’elaborazione di un data base dettagliato sullo stato delle pratiche in lavorazione. L’elenco che ci hanno fornito, nei primi giorni di settembre (2014), ha evidenziato poco più di cento pratiche in lavorazione con tempi medi di evasione eccessivamente lunghi. Con la collaborazione dei nostri Tecnici abbiamo analizzato le probabili criticità nonché le interconnessioni tra l’Ufficio Urbanistica e gli Uffici Tributi, SUAP, Polizia Municipale, Tribunale, Agenzia delle Entrate e Forze dell’Ordine.

Lo step successivo è stato il monitoraggio effettuato a maggio 2015 per verificare l’efficacia delle azioni intraprese, in meno di un anno sono state elaborate: 5 proposte di determinazione di CC; 31 determinazioni dirigenziali; 8 proposte di deliberazioni di GC; 30 CE; 40 autorizzazioni; circa 130 certificazioni; circa 50 verifiche di pratiche edilizie su segnalazioni di altri Enti

Continuando nell’azione di controllo e monitoraggio, azioni necessarie per puntare al miglioramento continuo, è stato effettuato un ulteriore riscontro ad inizio anno (2016) e sono stati evidenziati i seguenti risultati: 30 CE; 42 autorizzazioni edilizie; 18 certificati di agibilità; 60 certificati di destinazione urbanistica; 18 verifiche relative a pratiche SUAP; 4 Delibere di GC per forniture e servizi; 6 Determine per forniture e servizi; 2 Delibere consiliari.

ILLUMINAZIONE PUBBLICA

A seguito del nostro insediamento, ci siamo attivati per predisporre un'attenta e puntuale analisi di tutte le utenze elettriche comunali, con particolare attenzione a quelle della pubblica illuminazione. Tale studio è stato condotto sulla base di un censimento dei contratti, delle bollette esistenti e di ispezioni puntuali degli impianti a cura dei nostri elettricisti.

L’analisi dello stato dei nostri impianti e dei consumi monitorati ci ha portati ad adottare due distinte azioni operative: la prima a breve termine, finalizzata alla mera sostituzione delle lampade ad elevato consumo energetico con nuove lampade a basso consumo, attingendo alle risorse economiche previste a carico del bilancio comunale, ad oggi programmata ma non ancora avviata per le stesse ragioni espresse precedentemente in merito agli investimenti; la seconda, da attuare nel lungo periodo finalizzata ad ammodernare i nostri impianti con investimenti pubblici e/o privati, nel rispetto dell’impegno che abbiamo sancito con l’adesione al Patto dei Sindaci. Delle misure previste nel nostro PAES si elencano quelle già avviate:

     Progressiva sostituzione delle lampade presenti negli immobili comunali con lampade a LED;

     Progressiva sostituzione della carta con procedure totalmente informatizzate (implementazione del protocollo informatico per la gestione dei flussi documentali interni ed esterni);
     Predisposizione del piano tecnico/economico per la riqualificazione degli impianti comunali (attività di censimento, analisi e monitoraggio delle utenze comunali con particolare riguardo alle utenze elettriche);

     Implementazione catasto energetico delle unità immobiliari (attività avviata dall’Ufficio Urbanistica).

Abbiamo programmato, ed è in fase di ultimazione, un intervento di manutenzione straordinaria degli impianti elettrici per ripristinare alcuni impianti in stato di malfunzionamento da diversi anni. L’intervento finanziato con fondi comunali, ha permesso di ripristinare l’impianto di illuminazione di C/da Padreterno, via Perlasca, C/da Fico/Fontanelle, C/da Stazione, via Pablo Neruda, via Anime Sante, via Francesco Crispi.

Per l’anno 2015 il consuntivo dei costi, legati ai consumi per l’illuminazione pubblica, si è attestato a meno di 194.000 euro.



AMPLIAMENTO CIMITERO COMUNALE

Di ampliamento del cimitero si parla nel nostro paese dal 1989, quando venne dato il primo incarico, cui seguirono delibere di consiglio, progetti definitivi, esecutivi e stralci. Per reperire i fondi, nel 2011 previo avviso pubblico, cui parteciparono centinaia di cittadini, si “vendettero” gli spazi cimiteriali ancora da realizzare - loculi, tombe, cappelle. Gli anni passavano e i cittadini non vedevano muovere una zolla di terreno. La Commissione Straordinaria decise di annullare tutti i precedenti incarichi e l’ufficio tecnico richiese la consulenza per le indagini geognostiche e i calcoli in cemento armato. Al nostro insediamento, chiedemmo di accelerare con la redazione del progetto, inserimmo i soldi nel bilancio 2015, nel mese di marzo la gara, ad agosto sono iniziati i lavori, che a breve saranno collaudati. Faremo rilevare le quote per consentire a chi ha già acquistato lo spazio di iniziare a costruire. In tal modo, daremo ai nostri concittadini la possibilità di costruire, dando lavoro ad imprese, operai, fornitori, innescando un positivo circuito economico per la nostra comunità.



RANDAGISMO

Abbiamo voluto sperimentare un modello che sottraesse la gestione del randagismo alla mera logica della cattura e del ricovero nei canili, ritenendola poco rispettosa delle leggi che tutelano gli animali e dispendiosa per le casse comunali. Abbiamo contattato i volontari locali, l’Asp veterinaria e insieme abbiamo valutato le possibili opzioni. L’idea è quella di gestire con il concorso della comunità il percorso della sterilizzazione e della rimessa in libertà del cane, favorendo le adozioni personali e di quartiere. Abbiamo invitato i volontari a costituirsi in associazione per poter divenire nostri interlocutori organizzati nella organizzazione del servizio. Nell’estate del 2014 numerosi cani sono stati avvelenati provocando sconcerto, ira e commozione nel paese. Abbiamo deciso di costruire un canile rifugio, convocando una conferenza di servizi con Asp e Forestale. Nelle more della realizzazione,. Con i volontari concordammo di bandire un avviso pubblico nel quale chiedevamo ai cittadini che fossero interessati di ospitare il randagio i quindici giorni necessari a che si completasse la sterilizzazione, prevedendo il pagamento di una diaria per il mantenimento del cane; facemmo un avviso pubblico per la selezione di due accalappiacani. Ebbene, non trovammo nessuno disponibile ad ospitare il cane, gli accalappiacani avevano soltanto il patentino ma non i mezzi per il trasporto. Ci siamo rivolti, allora, al Comune di Canicattì per poterci convenzionare con il loro canile rifugio. Abbiamo predisposto la convenzione ma abbiamo dovuto attendere mesi e mesi perché l’amministrazione di Canicattì la firmasse e demmo incarico per la cattura dei cani e il mantenimento all’impresa che gestiva il canile di Canicattì. Pronti per avviare il servizio, sorge un conflitto tra l’Asp e un funzionario di Canicattì che porta alla chiusura del canile. Siamo riusciti, in questa grande confusione, a sterilizzare pochi cani randagi. Il canile è quasi pronto, manca soltanto una tettoia, nel frattempo abbiamo fatto una convenzione con un veterinario privato per la sterilizzazione e un’altra per la gestione delle emergenze.

Acqua Pubblica

Il territorio agrigentino conosce due modelli di gestione del servizio idrico. Quello dei comuni, tra i quali Racalmuto, nei quali opera il gestore privato e quello dei Comuni che non hanno consegnato le reti e gestiscono il servizio direttamente. La vicenda è nota: la privatizzazione della gestione del servizio ha provocato aumenti nella tariffazione insostenibili, il principio universale dell’acqua come bene comune primario ha determinato una mobilitazione popolare sfociata in un referendum, che al di là dell’effetto abrogativo pratico, ha manifestato la volontà popolare di sottrarre la gestione del servizio idrico alle mere logiche del mercato e del profitto. Per dare attuazione in Sicilia a questo principio, sono stati messi in liquidazione nel 2013 gli Ato Idrici e affidati al Commissariamento dei Presidenti delle Province, nell’attesa di una legge di riordino del sistema, che ha avuto una lunga e travagliata gestazione. Nel 2014 anche le Province sono state abolite e commissariate, nell’attesa dell’istituzione dei Liberi Consorzi Comunali. Dunque, i sindaci si sono ritrovati senza interlocutore politico nell’Ato idrico in liquidazione e senza una regia su scala comprensoriale che potesse affrontare le criticità del servizio idrico integrato. Ci siamo organizzati, costituendo un movimento per far valere le nostre ragioni. Ci siamo recati a diversi incontri con i tanti assessori regionali che si alternavano, con cadenza parossistica, ci siamo incatenati per protesta innanzi alla sede della Regione, abbiamo incontrato più volte il Presidente Crocetta, approvato atti di indirizzo e di contestazione, Sindaci e Consigli Comunali insieme. Infine, la proposta di legge rischiava di essere una mera sanatoria delle posizioni esistenti e siamo riusciti a far approvare in aula un emendamento che recuperava la possibilità dei comuni sotto il gestore privato di poter costituire sub ambiti e di poter gestire direttamente il servizio idrico, previa risoluzione del rapporto con il gestore privato. Nei novanta giorni previsti dalla legge abbiamo costituito il sub ambito, coincidente con i comuni che fanno parte del consorzio Tre Sorgenti. Abbiamo promosso una nuova mobilitazione dei sindaci per valutare i passi da compiere per dare piena attuazione alle nuova legge regionale, proposto atti di indirizzo approvati all’unanimità dall’Assemblea Territoriale Idrica, nei quali abbiamo chiesto al gestore privato la verifica in contraddittorio con le amministrazioni comunali dei contatori idrici, alla Regione la nomina della commissione tecnica che dovrà valutare le inadempienze nella gestione del servizio idrico integrato, l’avvio del procedimento per la risoluzione della convenzione tra la Regione e Siciliacque. Abbiamo sostenuto la non consegna delle sorgenti e delle reti del consorzio Tre Sorgenti, resistendo avverso l’ennesimo commissariamento regionale, individuandolo come possibile strumento per la gestione pubblica dell’acqua nel nostro territorio. Una posizione, chiara, netta, nitida, fattiva ed operativa, nel rispetto e a tutela della volontà popolare in favore dell’acqua pubblica. Abbiamo monitorato le rotture e i tempi delle riparazioni, sostituendoci in danno al gestore in presenza di ritardi.

Depuratore Comunale

L'avvio del depuratore comunale lo avremmo voluto salutare in pompa magna, con le scuole e i cittadini a festeggiare. Perché l'impianto rende, finalmente, pulita l'acqua delle fogne e protegge così il nostro ambiente, la nostra terra, la nostra agricoltura, la nostra aria. Il depuratore, insieme all'acqua e alle reti è gestito da Girgentiacque, cui l'Ato ha consegnato il servizio idrico integrato. Lo scorso anno diffidammo Girgentiacque ad attivarlo e quando vedemmo movimenti dentro l'impianto mandammo i nostri tecnici comunali e un'ulteriore diffida a relazionare su quanto stava accadendo. L'infrastruttura opera nel nostro territorio e la nostra comunità aveva il diritto di essere informata passo passo, come da noi richiesto, di quanto stava accadendo e non apprenderlo dalla bolletta. E’ stato costruito negli anni Novanta, il collettore nel Duemila. Non è mai entrato in funzione. Negli anni è stato vandalizzato. Con l’avvento del servizio idrico integrato è stato ceduto, nell’anno 2009, insieme alle reti al gestore privato. Appena insediati, nel corso di incontri tenuti per definire un contenzioso relativo a bollette idriche del Comune mai pagate perché contestate, il gestore informò che entro la fine dell’anno 2014 il depuratore sarebbe stato messo in funzione. Stante il ritardo, poiché l’unità dell’Arta che istruiva la Vas sul nuovo PRG riteneva che, in mancanza del servizio generale di depurazione delle acque, le attività edificatorie sarebbero state soggette alla prescrizione di un impianto di depurazione autonomo, diffidammo il gestore ad attivare il depuratore comunale. Sul finire dell’anno 2015 vedemmo lavori e movimenti di macchine al depuratore e inviammo i nostri tecnici per controllare e chiedere contezza di quanto stesse accadendo. Apprendemmo della messa in funzione nel mese di febbraio 2016, con l’arrivo delle prime bollette in cui era caricato il canone di depurazione. Un appuntamento storico per la nostra comunità, fondamentale per la tutela del nostro territorio e dell’ambiente – la depurazione delle acque – si riduceva al mero invio di bollette, senza alcun coinvolgimento dell’amministrazione comunale e della collettività. Convocammo Girgenti Acque, l’Ato Idrico, l’Arpa, l’Assessorato Regionale, l’Asp, per un sopralluogo congiunto sul depuratore e sul collettore, chiedendo di conoscere se il servizio era stato avviato nel rispetto di tutte le prescrizioni di legge e con le dovute autorizzazioni. Ci mobilitammo insieme al Consiglio Comunale insediando una commissione allargata ai movimenti e alle associazioni cittadine, che partecipò al sopralluogo. Inidviduammo due punti critici a valle di piazza Fontana un canale parallelo al collettore fognario, a valle di Piazza Barona una pozza d’acqua e concordammo di prelevare dei campioni per analizzarli. Il prelievo è stato effettuato a marzo, non pervenendo alcun esito abbiamo richiesto notizie e, in seguito al sequestro di migliaia di contatori nei magazzini del gestore privato disposto dall’autorità giudiziaria per indagare su possibili malfunzionamenti dei rilevatori dei consumi, chiesto la verifica a campione dei contatori installati nelle nostre utenze, in contraddittorio con la nostra amministrazione. Sulla verifica dei contatori abbiamo ricevuto la disponibilità mentre nessuna notizia sui risultati delle analisi e sulle autorizzazioni all’attività di depurazione. Pertanto abbiamo informato l’Arpa di Agrigento, chiedendo di svolgere ogni opportuno accertamento.


Fondi Europei e Agricoltura

Un aiuto pratico e concreto lo abbiamo dato intervenendo nella manutenzione delle strade esterne privilegiando le zone in cui v’erano insediamenti produttivi. Le poche risorse a disposizione ci hanno consentito di fare interventi tampone, finalizzati a garantire il transito dei mezzi.

Un investimento decisivo può scaturire dal Programma di Sviluppo Rurale – PSR – che mette a disposizione notevoli risorse. E’ necessario che il nostro territorio non perda questa opportunità per la crescita di un settore fondamentale per lo sviluppo economico, sociale ed ambientale.

Racalmuto è tra i soci fondatori del Gruppo di Azione Locale Sicilia Centro Meridionale e, in occasione della nuova programmazione 2014/2020 abbiamo già approvato in giunta l’adesione del nostro comune alla costituzione del gruppo di soggetti pubblici e privati che collaborerà per la definizione della strategia di sviluppo locale.

Abbiamo già fatto il primo workshop di presentazione e promuoveremo altri incontri per diffondere le informazioni e mettere i nostri giovani e i nostri imprenditori nelle migliori condizioni per sfruttare le possibilità di finanziamenti che i bandi che saranno pubblicati entro la fine dell’anno offriranno.

Discariche e bonifiche ambientali

Siamo riusciti ad eliminare lo sconcio che si era creato in C.da Comete, bonificando per ben tre volte l’area e alla fine recintandola. Abbiamo finanziato due interventi di rimozione dell’amianto. Il territorio è vasto e purtroppo si assiste ad un abbandono incontrollato di rifiuti.

Racalmuto annovera una discarica in infrazione comunitaria, nell’anno 2014 l’Italia è stata condannata a pagare una sanzione milionaria per la mancata messa in sicurezza delle diverse discariche censite in Italia, 12 delle quali in Sicilia. Rischiamo di dover pagare pro quota una multa di circa 400.000,00 euro. La nostra amministrazione nel giro di pochi mesi ha chiuso l’istruttoria, dalle indagini non è emerso nessun tasso di inquinamento. Contro la nota del Ministero del Tesoro che prefigurava il pagamento in capo al Comune di Racalmuto, insieme al comune di Siculiana e ad altri comuni siciliani abbiamo presentato ricorso al Consiglio di Stato. Se in precedenza si fosse agito, questo rischio sarebbe stato scongiurato.

La discarica di c.da Mulona invece non è mai stata bonificata. Nei cassetti della Regione giace un progetto esecutivo per metterla in sicurezza, redatto nell’anno 2009, che non è stato finanziato perché la Regione ha richiesto il pagamento del contributo “post mortem” per una somma di circa €. 70.000,00, che il Comune ha chiesto di poter rateizzare senza riscontro.

Case Popolari

Il bando è dell’anno 2011, scadenza per le presentazioni delle domande novembre. La Commissione valutatrice viene nominata oltre due anni dopo nel febbraio 2014, a ridosso delle elezioni comunali. Nel settembre 2014 viene riconfermata da questa amministrazione e finalmente si insedia e si riunisce dieci volte, tenuto conto che quasi tutti i componenti sono titolari di posizione organizzativa.

Nel marzo 2015 viene approvata la graduatoria provvisoria, avverso alla quale sono presentate nove opposizioni, sicché la Commissione procede a valutare anche i documenti allegati alle opposizioni, nonché ad acquisire d’ufficio da altre Amministrazioni ulteriore documentazione necessaria alla valutazione della posizione degli opponenti, prevedendo per gli esami degli atti altre 4 sedute.

A settembre la graduatoria definitiva, avverso alla quale sono presentati 5 ricorsi al Tar, tutti respinti in sede cautelare.

La Commissione, quindi, tenuto conto del fatto che erano trascorsi oltre 4 anni dalla presentazione delle domande di assegnazione, richiede agli aventi diritto la permanenza dei requisiti di partecipazione, concedendo termine essenziale per la conferma della sussistenza dei requisiti, decorso il quale, la mancata presentazione della documentazione richiesta costituisce rinuncia.

Si registrano, dunque, n. 3 rinunce espresse, n. 2 rinunce per mancata presentazione della documentazione richiesta e n. 2 decadenze per perdita dei requisiti richiesti, sicché la Commissione procede allo scorrimento della graduatoria, prevedendo il controllo sulla permanenza dei requisiti degli ulteriori aventi diritto, oltre ad altri n. 14 richiedenti utilmente collocati nella graduatoria definitiva ed interessati, all’esito del controllo, da un processo di scorrimento.

Così conclude il Segretario Generale nella relazione richiesta sul punto dall’Amministrazione: “Di ogni seduta, di ogni acquisizione di documentazione, di ogni richiesta, di ogni sopralluogo è depositata relativa documentazione presso il competente Settore III-Tecnico, dato atto che la complessità delle verifiche, la particolarità di talune posizioni ed il notevole lasso di tempo trascorso tra la data di presentazione delle domande (anno 2011) e l’inizio dei lavori della Commissione nominata (novembre 2014), incidente sulla permanenza attuale dei requisiti, hanno determinato tempi tecnici di valutazione e controllo compatibili con l’iter procedurale seguito, nel pedissequo ossequio del bando generale di concorso e della normativa vigente.”


Conclusioni

Scrivere questa relazione è stato importante, non solo per consentire al Consiglio Comunale, alle forze politiche, alle associazioni, ai movimenti, alla nostra comunità di conoscere in maniera organica il complesso dell’azione amministrativa sviluppata in questa fase del mandato, ma anche per noi, per analizzare le risorse messe in campo, gli obiettivi, l’efficacia dell’azione, i punti positivi e quelli negativi. E’ una relazione onesta, dove non si indulge in trionfalismi né si eccede in lamentele e recriminazioni. La situazione è difficile, complessivamente. La crisi di Racalmuto è la crisi dei Comuni siciliani, alle prese con il dramma della disoccupazione, dell’emigrazione, della precarietà del lavoro, dell’impoverimento delle nostre famiglie, dell’inasprirsi della tassazione locale, dei centri storici abbandonati per quarant’anni e in uno stato di degrado insostenibile, dei servizi pubblici, acqua e rifiuti in testa, oggetto di una privatizzazione che non ha portato economicità, efficienza ed efficacia, ma soltanto costi e gestione scadente. L’efficacia dell’azione amministrativa è condizionata da fattori esterni: l’incertezza, la volatilità, i ritardi dei trasferimenti regionali e nazionali, che influisce sulla programmazione e sul bilancio. Emblematico quanto accaduto nell’anno 2014, quando lo Stato ha rivisto i presupposti dell’IMU agricola, ridotto i trasferimenti e disposto il pagamento a carico dei contribuenti quando già i bilanci erano stati approvati. Nell’anno 2015 l’incertezza sui tempi per il riaccertamento straordinario dei residui ha fatto sì che approvassimo il consuntivo senza riaccertamento, salvo poi essere costretti a farlo nel mese di luglio per il bilancio di previsione, aggravando i tempi di approvazione. Quest’anno la finanziaria regionale ha previsto entrate per 500 milioni che dovrebbero pervenire da un accordo Stato Regione. Il termine di approvazione dei bilanci è scaduto il 30 aprile e l’accordo ancora non c’è. Nell’anno 2015 si introduce l’obbligo di effettuare gli acquisti per beni e servizi soltanto per il tramite della centrale Unica di Committenza e subito dopo si annuncia la deroga che arriverà a marzo: risultato paralisi fino a marzo. A ottobre si reintroduce e poco dopo la notizia che sarà introdotta una deroga anche per i Comuni sotto i diecimila abitanti per i beni e servizi fino a quarantamila euro. Risultato acquisti di beni e servizi o sul mercato elettronico oppure rinviati al nuovo anno. La deroga entra in vigore nel 2016 insieme alle nuove norme che vietano le spese per investimenti fino a quando non sarà approvato il bilancio corrente. A maggio entra in vigore il nuovo Codice degli Appalti, i bandi che non sono conformi vanno ritirati e rivisti i quadri tecnici ed economici dei lavori e dei servizi. La Regione Siciliana onera i Comuni di una serie di servizi: rimborso spese alunni pendolari, oneri di ricovero per anziani e disabili, oneri di ricovero per minori italiani e stranieri. Ebbene, i servizi sono obbligatori, la Regione concede le linee di trasporto, accredita le strutture, impone convenzioni tipo, fissa i corrispettivi ma non eroga i trasferimenti in misura sufficiente a coprire i costi, che di anno in anno appesantiscono i falcidiati bilanci comunali. In questo contesto, Racalmuto è in riequilibrio finanziario, con tutte le tasse al massimo. La necessità di salvaguardare gli equilibri di bilancio impone oculatezza nella gestione delle risorse e nella spesa. Questo Comune deve avere una cassa mensile di trecentomila euro soltanto per poter pagare gli stipendi. Ad oggi il Comune ha anticipato qualcosa come un milione e mezzo di euro per gli stipendi del personale precario. L’equilibrio si fonda su previsioni di entrate che vanno costantemente monitorate e non devono essere immediatamente spese altrimenti, in caso di minori incassi rispetto alle previsioni ci ritroveremmo con gli impegni regolarmente assunti, beni e servizi acquistati ma senza i soldi in cassa per onorarli e precipiteremmo nella spirale del disavanzo, delle procedure esecutive promosse dai creditori, con effetti esiziali per la tenuta economica e finanziaria, che renderebbero vani i sacrifici che stanno affrontando le nostre famiglie per riequilibrare i conti comunali. A differenza del passato in cui si spendeva sulla base delle mere previsioni di bilancio, oggi l’esigenza di amministrare le risorse finanziarie con la prudenza e l’oculatezza del “buon padre di famiglia”, condiziona la tempestività delle scelte, dell’azione e della spesa pubblica. L’aspettativa di cambiamento dei nostri concittadini, l’ansia e l’impegno di chi amministra per crearne le condizioni, devono fare i conti con tutto ciò, inclusi i limiti di ciascuno di noi, di una macchina burocratica pletorica, mai assistita da investimenti in formazione, poco incline all’aggiornamento. La situazione rimane difficile, lo spettro del dissesto aleggia sui nostri conti, abbiamo problemi di cassa, problemi di riscossione dei tributi locali, una spesa per il personale eccessivamente elevata, per non dire della crisi profonda economica che nega il lavoro e riapre le porte dell'emigrazione. E’ uno stato dell’arte stratificato nel tempo che noi vogliamo cambiare e non intendiamo subire. Lo testimoniano i risultati conseguiti. Non una questione è stata abbandonata o trascurata, dall’acqua ai rifiuti, dalle tasse ai servizi sociali, dai fondi Anas alle case popolari, dai precari al PRG, dalla scuola alle attività culturali, dalle associazioni alla Fondazione, al Teatro, al Castello. Era tutto fermo e lo abbiamo rimesso in moto. Abbiamo dovuto scegliere, in questa prima fase, e abbiamo scelto di investire sul sociale, liberando risorse che erano bloccate da anni, per lenire il grande disagio economico che affligge la nostra comunità, per offrire servizi all’altezza di un paese civile per i nostri bambini, per i nostri anziani, per le nostre scuole, per i nostri disabili, per le nostre associazioni. Abbiamo ripreso lavori di manutenzione ordinaria e straordinaria sulle nostre strade interne ed esterne, programmato e scelto di investire le risorse straordinarie dei fondi Anas nel centro storico, perché lì è la nostra storia e lì riconosciamo la nostra identità, nella bellezza delle nostre fontane e dei nostri castelli, delle nostre chiese, delle nostre viuzze e vicoli stretti. Non solo: per ristrutturare le case, per aprire i negozi, i bar, le botteghe degli artigiani, ci vuole il capitale privato. I nostri investimenti, insieme al vigente piano di recupero della zona Fontana, che consente di poter accorpare, sopraelevare, insieme all’iniziativa e al dinamismo dei nostri giovani, delle associazioni, al Mura, al castello Chiaramontano, al Teatro, alla Fondazione, possono gettare una nuova luce nel centro storico e spingere le imprese e le famiglie a tornare ad investire. Noi abbiamo trovato tutto fermo e chiuso e ci siamo rimboccati le maniche, nel momento amministrativo forse più difficile. In due anni si è avviata una programmazione immobile da tempo e gli effetti si cominciano a vedere. Nella crisi abbiamo generato mobilitazione, entusiasmo, coinvolgimento di energie. Soprattutto abbiamo restituito forza, dignità e autorevolezza alla politica, testimoniando che si governa insieme, offrendo spazio ed opportunità alle idee e a chi ha la forza e l’ambizione di tradurle in iniziative, mettendo a disposizione le strutture comunali, gli impiegati, noi stessi. In nessun atto della mia giunta è possibile intravedere un interesse personale, non un euro è stato dilapidato per soddisfare richieste di dubbio interesse pubblico, giunta e consiglieri mai hanno dato la benché minima impressione di voler locupletare approfittando delle prerogative connesse al loro mandato. Basta confrontare quanto costasse la politica prima e adesso. E non è soltanto l’indennità dell’assessore o il gettone di presenza dei consiglieri, infinitamente più bassi rispetto a tutte le esperienze precedenti, ma sono i rimborsi spese, i viaggi istituzionali, i costosi gemellaggi, i computer e telefonini in dotazioni ad essere scomparsi, come odiosi privilegi. Così come non sono i desiderata di sindaco, assessori o consiglieri ad orientare la spesa pubblica, ma il confronto sano, corretto, trasparente, per il perseguimento del pubblico interesse. Abbiamo ricostruito l’immagine di Racalmuto mettendo in mostra i volti dei nostri giovani, in prima fila ad organizzare le manifestazioni, creando una sinergia tra i diversi rappresentanti delle istituzioni pubbliche e private
– amministrazione, scuola, chiesa, carabinieri, associazioni, volontariato – per promuovere i valori della solidarietà, della legalità, della trasparenza, della cultura, delle tradizioni popolari, della musica, dello sport. Lo scioglimento per mafia è un monito che ci determina ad investire nella promozione dei valori della convivenza civile, autentico antidoto contro la morte e la violenza della mafia e dei suoi canoni sociali. Le regole, la legge, non sono un ostacolo, bensì lo strumento per migliorare il nostro paese. Questo è il messaggio che il modello di governo partecipato e aperto che stiamo sperimentando vuole diffondere. In tempo di crisi e casse vuote, occorre attingere sempre di più alle competenze dei nostri giovani e dei nostri professionisti per dare una prospettiva al nostro paese, partendo dal Centro Storico, dai nostri beni monumentali e paesaggistici, dalla nostra cultura e dalle nostre tradizioni. Per questo progetto concentreremo i nostri sforzi, insieme alle forze politiche che ci sostengono, a quelle che ci criticano e controllano, alle associazioni, ai movimenti, agli intellettuali, a quanti vorranno impegnarsi.

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